Test Invalsi II grado, Abravanel: svolgerli al quarto anno per accesso all’Università e valutare le scuole

di redazione
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Nei giorni scorsi, il Miur ha pubblicato i dati relativi alla valutazione conseguita dagli studenti italiani al termine dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione. 

Maturità: 5494 studenti con lode, soprattutto nei licei. Prima Puglia, tutti i dati in una tabella

Come si evince dai dati del Ministero, le  Regioni con il maggior numero di lodi sono Puglia (944 diplomate e diplomati con lode), Campania (802) e Sicilia (516).

I predetto dati sono stati commentati da Roger Abravanel sul Corriere della Sera, il quale, incrociando i dati derivanti dalla valutazione delle prove Invalsi (migliore per gli studenti del Nord) e dagli esiti degli esami di Stato(migliori per gli studenti del Sud), ha evidenziato l’incapacità dl nostro sistema di certificare il merito degli studenti.

Dopo le critiche, lo stesso Abravanel  ha avanzato due proposte: una sulla certificazione del merito degli alunni e un’altra sulla valutazione delle scuole.

Entrambe le proposte prevedono un ruolo cardine, ancora più importante di quello rivestito attualmente, delle prove Invalsi.

Secondo Abravanel, le predette prove, che alla luce della riforma devono svolgersi l’ultimo anno della scuola secondaria di II grado costituendo requisito d’accesso alla maturità, dovrebbero svolgersi durante il quarto anno e dovrebbero sostituirsi ai test d’ingresso all’Università (lo svolgimento durante il quarto anno è dovuto alla tempistica delle iscrizioni all’Università).

Il test d’accesso alle varie facoltà degli Atenei, dunque, dovrebbe essere costituito dalla prova Invalsi.

Gli esiti degli stessi test Invalsi, è questa la seconda proposta di Abravanel, dovrebbero essere utilizzati per valutare le scuole, considerato che “l’autovalutazione non porta da nessuna parte” e che i test oggettivi sono un utile strumento a tal fine.

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