Test d’ingresso di medicina, dal 2023 si cambia. Messa: “Il percorso inizia dal quarto anno di scuola superiore”

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Novità importanti in arrivo per l’accesso alla facoltà universitaria di Medicina: dal 2023 addio alle domande di cultura generale per i test di ingresso. Al loro posto quiz di ragionamento logico e ragionamento numerico, ai quali seguirà una seconda parte disciplinare con domande di fisica, chimica, biologia e matematica. E i corsi per accedere iniziano dal quarto anno di scuola superiore.

A spiegare il tutto la Ministra dell’Università Cristina Messa al Corriere della sera: “Resta il numero programmato ma non sarà più un quiz, bensì un vero e proprio percorso, che può cominciare già al quarto anno delle scuole superiori, con corsi online gratuiti preparati dalle Università e prove di autovalutazione. E il test si potrà ripetere più volte per poter poi usare il punteggio migliore“.

Il test di settembre 2022 – precisa Messa – sarà ancora molto simile a quello degli anni scorsi. Sarà in presenza e cartaceo, ma con alcuni aggiustamenti. Sarà ridimensionata la parte delle domande di cultura generale, restano quelle di ragionamento logico e poi il resto sarà disciplinare. Dal prossimo maggio gli Atenei forniranno materiale online per le esercitazioni che potrà essere scaricato gratuitamente dagli studenti per prepararsi. E ad agosto ci saranno veri e propri corsi di preparazione, sempre online e gratuiti, curati dalle università. Chi vuole potrà fare anche un test di autovalutazione, il cui risultato resterà soltanto a disposizione dello studente stesso“.

Dal 2023 la rivoluzione: “Ogni candidato fa un suo percorso che lo porta a sostenere un esame Tolc, si chiamerà Tolc-Medicina. Lo si potrà fare più volte all’anno – io direi due ma sono aperta a discuterne – a partire dal quarto anno delle superiori. Poi, nella data che il ministero stabilirà, ognuno inserisce il risultato migliore nella piattaforma e si formerà la graduatoria nazionale. I posti saranno assegnati secondo le disponibilità degli Atenei e le preferenze indicate dai candidati, come avviene già ora“, spiega la Ministra.

Si tratta – prosegue Cristina Messa – di test di orientamento e ingresso che vengono già usati per altri corsi dalle Università che hanno il numero chiuso, per esempio a ingegneria. Le università indicano il giorno in cui si può sostenere l’esame presso la loro sede, lo studente si presenta e fa il test su postazioni computerizzate. Le domande saranno diverse in ogni sessione , ovviamente, ma i risultati saranno comparabili“.

Anche se con questo sistema gli studenti non sapranno fino all’ultimo se con il punteggio ottenuto otterranno un posto, “sarà comunque possibile capire in che fascia ci si colloca e decidere se ripetere il test per provare ad avere un risultato migliore. Con i Mooc (corsi online) e i corsi che le università prepareranno sarà più semplice orientarsi.”

Sull’ipotesi di estendere tale modello alle altre facoltà: “È probabile, ma per ora ci siamo concentrati su medicina che ha il maggior numero di richieste“.

La ministra Messa tre mesi fa ha avviato una commissione di professori universitari e ha discusso in Parlamento la loro proposta: martedì 15 febbraio alla Camera si voterà la risoluzione che farà da cornice alla riforma.

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