Terza prova Maturità per l’ultima volta, non si ha fiducia negli insegnanti. Lettera

di redazione
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Gianni Mereghetti – È l’ultima volta che agli esami di stato vi sarà la terza prova; dopo quasi vent’anni, senza nemmeno parlarne si è deciso di sopprimerla sostituendola con le prove Invalsi, anche se non conteranno per il voto finale.

Che prove fatte comunque da un ente esterno abbiano vinto contro una prova che viene impostata e gestita dagli insegnanti la dice molto della fiducia che l’istituzione scuola ha nei confronti degli insegnanti!

Io ho una sola osservazione da fare, ed è che il fallimento della terza prova è responsabilità di noi insegnanti, che l’abbiamo ridotta a verifica di nozioni mentre avrebbe potuto e dovuto essere prova pluridisciplinare, di confronto su tematiche che accomunano le diverse discipline.

Ma noi insegnanti non abbiamo lavorato in questa direzione e così abbiamo favorito il suo fallimento.

È un segnale preoccupante questo fallimento della terza prova perché dimostra che gli insegnanti non sanno lavorare insieme, non sanno identificare tematiche comuni e non sanno verificare le capacità sintetiche.

Questo fallimento dovrebbe portare ad una riflessione sulla didattica quotidiana.

E dopo ad una riforma di un esame di stato che sta perdendo i pezzi e che chiede di essere ripensato integralmente perché non sa valutare se un percorso scolastico ha reso degli studenti e delle studentesse capaci di affrontare l’università o il mondo del lavoro.

Maturità 2018, terza prova: tre studenti su cinque hanno ricevuto informazioni dai docenti

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