Terza ondata Covid-19, Conte: “Il sistema per fasce è adeguato, stato di emergenza fin quando sarà necessario”

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Il presidente del Consiglio traccia il bilancio di un anno gravemente segnato dalla pandemia di coronavirus nel consueto incontro con i giornalisti a Roma. La conferenza arriva in un momento delicato per il governo con il fronte del Recovery Plan e delle polemiche relative con Italia Viva

“La potenziale terza ondata Covid-19 l’affronteremo con le nostre misure. Dobbiamo solo capire se le varianti, come quella inglese, che hanno un tasso di contagiosità più elevato, ci richiederanno o meno l’aggiornamento delle nostre misure. Altrimenti il sistema per fasce col monitoraggio è assolutamente adeguato anche per la terza ondata. Lo stato di emergenza sarà prorogato finché sarà necessario”.

E ancora: “L’esperienza che stiamo acquisendo in questa fase pandemica è che se riusciamo a coordinare le azioni saremo tutti più forti e resilienti”, dice a proposito dell’Ue.

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Sull’evoluzione della pandemia: “Mi chiedete presagi. Noi lavoriamo con gli esperti, aggiorniamo continuamente le nostre previsioni. Non ho detto che completata la prima fase risolveremo i problemi, ho detto che 10-15 milioni vaccinati ad aprile avremo un primo impatto, non l’immunità di gregge, potremo ancora durante l’estate non aver risolto il problema”.

E ancora:“Ora preoccupiamoci della ripartenza delle scuole, dei prossimi mesi, non con predizioni da chiromanti”, ha spiegato.

“Guardando all’esperienza vissuta nel periodo estivo la curva tende ad abbassarsi. Confidiamo che man mano che il piano vaccinale va avanti potremo far correre l’economia e non comprimere la vita sociale dei cittadini”, conclude.

Sulla patente di immunità: “Ci sono alcune proposte e tra queste che chi si sottopone a vaccinazione possa avere una sorta di abilitazione per una maggiore mobilità  Faremo questa valutazione anche se non abbiamo ancora deciso nulla in questa direzione”, osserva.

E sull’elenco delle categorie che avranno diritto per primo alla vaccinazione il premier spiega: “Per adesso ci sono le categorie prioritarie, poi si offrirà a tutti. Non interverremo con il vincolo della obbligatorietà ma con la comunicazione. Cercheremo con la persuasione di arrivare a tutti”, conclude.

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