Teoria Gender a scuola? Sgambato: ancora bugie. E preannuncia incontri informativi sui territori

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“Continuano a scrivermi tante amiche e amici preoccupati perché, in alcuni casi e in alcuni ambienti, si invita pubblicamente ad andare a firmare per il referendum sulla buona scuola agitando ancora l’assurdo spauracchio della teoria gender nei programmi.

“Continuano a scrivermi tante amiche e amici preoccupati perché, in alcuni casi e in alcuni ambienti, si invita pubblicamente ad andare a firmare per il referendum sulla buona scuola agitando ancora l’assurdo spauracchio della teoria gender nei programmi.

E’ necessario allora ancora una volta chiarire che si tratta di un’enorme bugia, frutto di malafede o ignoranza delle cose”. Così Camilla Sgambato, deputata e componente della Commissione Cultura alla Camera, torna a sgombrare il campo dalle inesattezze sul presunto inserimento, nei programmi scolastici, della teoria Gender.

“L’equivoco – ricorda ancora una volta la parlamentare democratica – si fonda su una forzata e sbagliata interpretazione di un articolo in cui, semplicemente, si dice che il <<piano triennale dell'offerta formativa assicura l'attuazione dei princìpi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l'educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni>>.

Basta leggere senza pregiudizi per capire che la Buona scuola vuole semplicemente promuovere la sensibilizzazione contro la violenza di genere, contro le intolleranze, per il rispetto delle pari opportunità tra uomo e donna e che questo non ha nulla a che vedere con quanto circola in maniera sempre più strumentale”.

Camilla Sgambato si rivolge dunque a chi in queste ore sta pensando di andare a firmare per il referendum: “Io sono fermamente convinta che la Buona Scuola sia una grande occasione per la formazione delle nuove generazioni. Ciò nonostante riconosco la validità dello strumento referendario e, soprattutto, rispetto pienamente chi la possa pensare diversamente da me. Ma sento di dover invitare tutti ad una corretta informazione, a non assorbire passivamente informazioni assolutamente sbagliate e diffuse ad arte per spingere al referendum.

Chiedo una lettura serena della riforma per una valutazione consapevole e non strumentalizzata. Stiamo provando a dare la più ampia e corretta informazione al Paese: in tutte le feste dell’Unità in corso ci sono incontri con noi parlamentari della Commissione Cultura per chiarire ogni aspetto della riforma. Su questo fronte, ci muoveremo anche a Caserta.

Sono pronta – preannuncia la deputata – e sto già lavorando ad incontri illustrativi sui territori della provincia. Fugheremo ogni dubbio, sveleremo ogni bugia, e assieme potremo valutare la bontà di una riforma che sta provando finalmente a dare al Paese una Buona Scuola”.

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