Tempo pieno primaria calato dall’alto e non risolutivo. Lettera

di redazione
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Inviato da Gianni Mereghetti – Carissimo direttore, il vicepremier Di Maio annuncia che alle elementari il tempo pieno diventerà obbligatorio e in questo modo si smantellerà un altro pezzo della Buona Scuola.

Di Maio ne è convinto per cui lasciamo pure che ci creda, nella realtà l’operazione che l’attuale governo sta facendo è in perfetta continuità con quanto ha fatto Renzi, usare la scuola come serbatoio di occupazione.

Ciò che è da riconoscere a Di Maio è una maggior intelligenza operativa, mentre Renzi si è inventato il Potenziamento, Di Maio dà a chi assume una cattedra di insegnamento. Senza ombra di dubbio è più coerente!

Di fatto Di Maio come Renzi sta operando in modo alquanto discutibile per due ragioni. La prima è che non si va a vedere la domanda delle famiglie ma dall’alto si decide di fare il tempo pieno, ci sia o non ci sia bisogno, questo non interessa, il che è grave perché la scuola dovrebbe rispondere ad una domanda e non essere organizzata a tavolino.

La seconda ragione per cui questo provvedimento lascia perplessi è preoccupati è che quella che si sta disegnando è una scuola sempre più statale, di nuovo in perfetta coerenza con la Buona Scuola. È lo stato che decide come deve essere la scuola, possibilità di percorsi diversi ormai ridotta a zero!

Una scuola così è quella che aveva profetizzato Pasolini, è una scuola che occupa tutto il tempo degli studenti per meglio omologarli. E oggi l’omologazione è al potere dei sensi e alla affermazione degli interessi individuali. Manca sempre più l’educazione con questo superpotere dello stato che tutto decide e tutto pianifica, bisogna ripartire da li’, dalla quotidianità dell’impegno con il desiderio di conoscenza degli studenti.

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