Tempo pieno, Anief: alla Camera si lavora per completarlo nel 2060

di redazione
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Comunicato Anief – Sul tempo pieno le classi da coprire sono tantissime.

Occorrono oltre 43 mila maestri. Mentre il governo intende cavarsela con 2.000. Anzi 1.000, considerando le ultime richieste di modifica della legge di Stabilità. che non sarebbe comunque servita a molto, considerando che oggi ad avvalersi del tempo pieno sono solo il 35,7% di alunni iscritti e appena 33,6% di classi funzionanti svolge lezioni prolungate. Tuttoscuola ha calcolato che per trasformare a tempo pieno tutte le 86.658 classi aperte oggi solo al mattino occorrerebbe aggiungere una mezza unità di personale a classe. Parliamo di 43.329 docenti. Non di 2.000, la quantità prevista nella manovra che corrispondono a circa 4 mila classi.

Sul tema è intervenuto in queste ore anche Il Sole 24 Ore, ricordando che “il tema è caro soprattutto ai Cinque Stelle. Tra le proposte di modifica in pole position c’è quella a prima firma Marzana che demanda a un decreto del Miur l’individuazione delle «modalità per la graduale generalizzazione del tempo pieno nella scuola primaria». Incrementando l’organico alle elementari di mille unità. A tal fine vengono stanziati 11,64 milioni per il 2019, euro 35,7 milioni per il 2020, euro 38,54 milioni per il 2021, euro 37,12 milioni per il 2022, euro 37,29 milioni per il 2023, euro 37,72 milioni per il 2024, euro 38,12 per il 2025, euro 39,04 milioni per il 2026, euro 40,2 milioni per il 2027 ed euro 40,55 milioni annui a decorrere dal 2028. Affinché l’emendamento passi vanno però superati i rilievi dei tecnici della Ragioneria”.

Sulla sostanziale inconsistenza dell’incremento di maestri per il tempo pieno previsto dal governo, ai fini dell’obiettivo da raggiungere, ha parlato anche il comico Maurizio Crozza, nel corso del suo ultimo monologo: “Luigi Di Maio durante una diretta facebook della settimana scuola  – ha detto Crozza – ha annunciato il tempo pieno in tutte le scuole elementari: è una cosa bella, perché i bambini resteranno a scuola pure il pomeriggio. Ciò vuol dire più ore di studio, più tempo con i compagni, meno dispersione” scolastica, “genitori più liberi. Ragazzi è una ‘figata’ questa cosa. Perché oggi il tempo pieno è una conquista sacrosanta”.

Per realizzarla, ha continuato Crozza, il vicepremier “Di Maio ha proposto lo sblocco di 2 mila nuovo posti di lavoro per gli insegnanti. DI Maio ha detto anche ‘da ora’: ciò significa che è un piano studiato nei dettagli, già pronto per essere attuato nel giro di poche settimane: due o tre, un mesetto. Giusto il tempo per affinare le ultime cose”. Solo che con questi numeri, “Di Maio ci metterà 21 anni”. Perché per coprire tutte le 86 mila classi di primaria, ne mancherebbero 43 mila: “assumendo 2 mila maestri all’anno, occorrerebbe aspettare il 2039”, ovvero “quando i bambini di adesso saranno già laureati e lavoreranno da Foodora per 2 euro l’ora. Non fa una grinza. Senza contare che poi servirebbero pure mense, laboratori, spazi didattici, locali, attrezzature: tutte cose che Di Maio non cita perché le ignora totalmente”, conclude il comico.

Secondo Anief, la splendida gag di Maurizio Crozza per chi conosce la scuola fa tutt’altro che ridere. “Avere dimezzato nella manovra il numero di docenti da assumere, stando agli ultimi emendamenti presentati alla Camera, significa che il tempo che occorrerà per raggiungere il tempo pieno in tutte le classi di primaria d’Italia sarà superiore ai 40 anni. È una prospettiva assurda, che non risolve nè il problema degli organici, né dei gap dei numeri che penalizzano il nostro Meridione sui livelli di apprendimento, sul tasso di disoccupazione e anche sull’abbandono scolastico, preludio del crescente fenomeno dei Neet”.

“Vale la pena ricordare – continua Pacifico – che ci sono delle aree del Sud dove si sfiora il 50% di dispersione scolastica: il 10% che l’UE ci chiede di centrare entro il 2020 rimane un traguardo irrealizzabile che ci allontana ulteriormente dall’Europa. Tra l’altro, come si fa a finanziare un progetto così importante, quale è il tempo pieno, pensando solo di assumere un pugno di insegnanti, senza pensare al personale Ata, alle mense scolastiche e a tutto il necessario che serve per allungare di due-tre ore al giorno il tempo scolastico? Purtroppo, su questo argomento siamo alla propaganda pura. Se si vuole voltare pagina – conclude il sindacalista – cominciamo ad investire davvero nella scuola e a coprire tutti i posti vacanti riaprendo le GaE già con la stessa legge di Stabilità”

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