Tempo libero docenti: una polemica suscitata dai non addetti ai lavori. Lettera

di redazione
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Giovanni Cannata – La signora Belluzzi ha mostrato l’ennesima rimostranza sulle nostre ferie e sull’enorme ammontare del nostro tempo libero, giudicando “miserevole” la mia risposta al signor D’andrea.

Non mi sorprende il fatto che tra non addetti ai lavori ci si trovi d’accordo. La sua lettera trasuda di rabbia nei nostri confronti perché, come tutti quelli che svolgono un altro lavoro, vede soltanto i pomeriggi liberi e i due mesi di ferie.
Cara signora, di miserevole c’è soltanto la sua invidia nei confronti di una categoria che non ha nulla a che spartire con la vostra. Docenti ed ATA sono due figure distinte che lavorano sì all’interno della scuola, ma che non appartengono alla stessa famiglia. Difatti non siamo colleghi e mai lo saremo. Anche tutti gli argomenti che lei ha esposto sul nostro tantissimo tempo libero sono stati già sentiti e da sempre ci fanno sorridere nella consapevolezza di constatare come siate del tutto estranei al nostro lavoro. Infatti non perderò tempo nel ripetere tutte le attività aggiuntive alle vostre care 18 ore che siamo chiamati quotidianamente ad espletare.Nessuno di noi si è mai permesso di impicciarsi nella vostra attività professionale, e non sarebbe male se anche voi, una volta tanto, faceste altrettanto. La nostra è una professione volta a formare gli uomini e le donne del futuro, oltre che impartire loro cultura e rispetto verso il prossimo. Abbiamo studiato tanti anni per diventare professori, mentre per la sua attività, con tutto il rispetto, basta il diploma. Quindi smetta di infangare la nostra onorabilità professionale e pensi a svolgere bene il suo compito. Per quanto riguarda le scuole aperte d’estate, il ministro ha precisato che non verremo chiamati in servizio, quindi se ne faccia una ragione o, se preferisce, continui a crogiolarsi nell’invidia guardando ai nostri due mesi di ferie, perché solo di questo si tratta. E ringrazi il cielo di avere un lavoro, che al giorno d’oggi non è davvero cosa da poco, invece di interessarsi a quello degli altri.
Prof. Giovanni Cannata

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