Telecamere in classe, ecco perché sono pericolose per i docenti e gli studenti

di redazione
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A spiegarlo il Coordinamento delle scuole d’Infanzia con una nota diffusa a mezzo stampa. Oltre a poter essere utilizzate contro gli adulti, sono un pericolo sullo sviluppo e crescita dei bambini.

La proposta

La proposta politica è di installare, a seguito dell’onda emotiva di alcuni fatti di cronaca, telecamere negli asili e nelle scuole d’infanzia.

Il Ministro Salvini ha anche proposto, durante una dichiarazione, l’installazione nelle aule degli altri ordini e gradi di scuola, al fine di tenere sotto controllo anche il comportamento degli studenti più adulti.

E’  vantaggioso per i docenti e gli studenti?

Secondo il coordinamento scuole dell’infanzia, no. “Si avvia – scrivono – una stagione di controllo sistematico sulle relazioni tra i bambini, docenti e educatori esponendo i processi educativi a controlli esterni. Sarà un grande fratello a controllare tutto, conserverà le immagini e potrà usarle in qualsiasi momento contro gli adulti – che sono stati bambini – per indicizzare, giudicare selezionare in base a comportamenti che qualcuno potrà ritenere sbagliati”

Effetti anche sullo sviluppo

“Quali saranno gli effetti sullo sviluppo e sulla crescita, – continua la nota – e quali le conseguenze sui cittadini che questi bambini diventeranno un giorno, se, fin dalla più tenera età, sarà instillato loro invece che un rapporto di fiducia verso le istituzioni, un rapporto di timore, insicurezza, paura, mitigato in modo improprio dalle videocamere che tutto potranno filmare registrare ed esporre in futuro come prova di una tendenza precoce a comportamenti non graditi?”

Libertà di insegnamento

Altra questione è l’impatto sulla libertà di insegnamento dei docenti, sulla genuinità delle relazioni educative che serve alla crescita degli studenti.

Cura peggiore della malattia

Secondo il coordinamento, quindi, la cura è peggiore della malattia, “I rari comportamenti, inadeguati e riprovevoli che si sono verificati in questi anni non trovano giustizia attraverso un video controllo indistinto.”

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