Telecamere in classe da settembre, per permettere di seguire anche da casa. Una delle ipotesi

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Il lavoro in classe a settembre potrebbe subìre una notevole trasformazione. Numerose le ipotesi al vaglio, ancora nessuna decisione, in concreto non si sa neanche se sarà possibile rientrare fisicamente a scuola a settembre. 

Alla cautela invita il presidente dell’Istituto superiore di Sanità Silvio Brusaferro “dobbiamo vedere come evolve la circolazione del virus. Adesso è presto per dire quale sarà la situazione a settembre”.

Tuttavia ogni scenario va scandagliato e ogni ipotesi sottoposta a verifica prima di essere messa in atto. 4 mesi di tempo che sono una corsa contro un nemico invisibile, nella speranza che nel frattempo l’emergenza sanitaria rientri e che le prospettive vadano solo nella direzione di un miglioramento della didattica.

Alcune delle ipotesi al vaglio per il rientro degli studenti a scuola vengono anticipate da Lorena Loiacono sul Messaggero di oggi: mascherina, organizzazione in turni, banchi singoli, lavaggio mani all’ingresso e infine la presenza della telecamera.

Distanziamento sì, no classi pollaio

Un principio si staglia su tutti: se sarà necessario il distanziamento, non saranno più possibili le classi pollaio.

Ma se gli organici del personale docente sono stati già stabiliti, come organizzare le loro giornate e quelle dei loro studenti è ancora un rompicapo.

Quella della turnazione è una delle ipotesi che circola di più in questi giorni: un gruppo di studenti in classe, con le precauzioni già dette, l’altro gruppo segue da casa.

In classe, la telecamera, per consentire di seguire le lezioni e interagire con i compagni. Il giorno o la settimana successiva, cambio di gruppo.

Se così fosse, per settembre tutte le famiglie dovrebbero essere poste nelle condizioni di avere tutte le attrezzature necessarie. Uno sforzo al quale il Ministero dell’istruzione sta dedicando ampio spazio, con un ulteriore stanziamento di 80 mln (dopo i primi 85) per l’acquisto di pc, tablet e dispositivi per la connessione internet, dedicati alle scuole del I ciclo, primaria e secondaria di I grado. Il bando per aderire scade oggi

Una novità a cui i docenti e gli studenti sono abituati in queste settimane di didattica a distanza ma che per diventare strutturale dovrebbe avere delle regole certe, condivise, nazionali.

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