Tecnologia: si abbassa sempre di più l’età dei nuovi geni dell’informatica

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Giulia Boffa – I tredicenni sono sempre più avanti in tecnologia: lo dimostrano le grandi marche come Apple e Google, che vanno a caccia degli enfants prodige sempre più numerosi.

Un numero incredibile di minorenni dagli 11 ai 18 anni frequenta le conferenze tecnologiche per presentare nuovi brevetti, vince competizioni internazionali, piazza le sue apps sugli smartphones, finisce sul Wall Street Journal per i  guadagni, le sue apps finiscono nei cellulari e nei tablets di tutto il mondo.

Giulia Boffa – I tredicenni sono sempre più avanti in tecnologia: lo dimostrano le grandi marche come Apple e Google, che vanno a caccia degli enfants prodige sempre più numerosi.

Un numero incredibile di minorenni dagli 11 ai 18 anni frequenta le conferenze tecnologiche per presentare nuovi brevetti, vince competizioni internazionali, piazza le sue apps sugli smartphones, finisce sul Wall Street Journal per i  guadagni, le sue apps finiscono nei cellulari e nei tablets di tutto il mondo.

Quando a giugno Google ha organizzato a San Francisco la sua conferenza annua I/O, dedicata a tutti gli inventori che sviluppano nuovi software e apps, ha invitato anche 200 partecipanti tra i giovanissimi, i più piccoli avevano 11 anni.

Apple nel 2012 ha abbassato l’età minima per essere ammessi alle sue conferenze di developer: dai 18 ai 13 anni. La metà delle borse di studio per partecipare gratis alle conferenze tecniche di Apple, riservate a veri professionisti, sono state vinte da minorenni.

Questi docenti delle medie hanno guadagnato 5 miliardi di dollari in un anno solo da Google e altri 10 da Apple.

Intestano le attività che aprono a nonni e genitori, così aggirano gli impedimenti legali sull’età, guadagnando milioni di dollari che ripagano un po’ degli episodi di bullismo a cui vanno incontro da parte dei compagni di classe, più bravi nello sport e più popolari tra le ragazze.

I nerds, come vengono chiamati questi geni dell’informatica e della matematica, passano infatti interi pomeriggi e serate a creare e sviluppare nuove invenzioni, che tolgono sicuramente un po’ di tempo alla loro adolescenza.

In cambio ricevono assegni fino a  30 milioni di dollari, come è accaduto a Nick D’aloisio, che ha venduto la sua app Summly, che offre una sintesi veloce delle principali notizie di attualità; o come è accaduto  a Ahmed Fathi, 15nne egiziano che ha venduto alla Apple il Tweader, un’app che legge Twitter ad alta voce per chi sta guidando o pedalando in bicicletta.

 

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