Tecnologia immersiva e apprendimento ibrido, ITIS Marconi tra le 10 migliori scuole innovative del mondo. “Cosa facciamo”, INTERVISTA al Dirigente Chiappa

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L’ITIS Marconi di Dalmine si distingue a livello internazionale per il suo approccio pionieristico nell’integrazione delle tecnologie digitali nella didattica. La scuola, guidata dal dirigente scolastico professor Maurizio Chiappa, è stata recentemente riconosciuta come una delle dieci migliori scuole al mondo per l’innovazione, un risultato che affonda le sue radici in un decennio di programmazione e implementazione di nuovi modelli di apprendimento.

“Questo è un premio che ci riempie di orgoglio e che permette alla nostra comunità scolastica di continuare a sviluppare i progetti su cui, ormai da dieci anni, siamo impegnati”. Così il professore Maurizio Chiappa ha voluto commentare il riconoscimento ricevuto nell’ambito del World’s Best School Prize 2024 organizzato da T4 Education in collaborazione con Accenture, American Express e Lemann Foundation.

“Fino al 28 Giugno c’è tempo per votare la migliore scuola del mondo in campo innovativo – continua il professore – in vista della premiazione finale che si terrà a Settembre, a Dubai”. 

Un risultato che parte da lontano: da una programmazione attenta e precisa non solo alle esigenze degli studenti e del territorio, ma anche dei cambiamenti tecnologici e di competenze nel mondo.

Uno degli elementi distintivi dell’ITIS Marconi è la sua capacità di creare un legame stretto tra teoria e pratica attraverso iniziative come la Maker Fair, un evento annuale che permette agli studenti di presentare i progetti sviluppati durante l’anno. Quest’anno, la scuola ha organizzato un hackathon che ha coinvolto 15 aziende, tra cui Hevolus, e 5 ITS (Istituti Tecnici Superiori), producendo 250 progetti realizzati dagli studenti.

Il dottor Fabio Santini, CEO di Hevolus, ha espresso il suo entusiasmo per i risultati ottenuti dall’istituto e ha sottolineato l’importanza dell’emozione nell’apprendimento: “Noi, come esseri umani, ricordiamo solo quello che ci emoziona […] le nostre soluzioni (di Hevolus, ndr) provano a fare questo: a rendere emozionante un’esperienza indipendentemente dalla disciplina, perché se io ti faccio vivere un’esperienza immersiva, ti faccio provare un’emozione mentre ti condivido un contenuto, un concetto, sono sicuro che questo concetto che ti sto condividendo rimarrà molto più pregnante nella tua mente. La realtà aumentata e la realtà virtuale ci permettono di portare qualunque cosa in aula, creando esperienze immersive che rendono il concetto più pregnante nella mente degli studenti.”

“Lo studente – prosegue Santini – impara di più se è coinvolto nel processo, non soltanto nell’atto della formazione: non riguarda solo il professore che decide quale sia la lezione, ma la costruzione stessa della lezione diventa una parte del percorso formativo da realizzare gli studenti”.

Tecnologia immersiva e apprendimento ibrido

L’ITIS Marconi ha sfruttato le tecnologie immersive sviluppate da Hevolus per creare un ambiente di apprendimento ibrido. Questo approccio ha permesso di superare le barriere linguistiche e di coinvolgere maggiormente gli studenti. Tra i vari progetti, la scuola ha implementato anche l’Hybrid Learning Framework (HLF), che combina l’uso della realtà aumentata e dell’intelligenza artificiale per personalizzare i percorsi di apprendimento. Come spiegato dal professor Chiappa, “le tecnologie permettono di creare delle esperienze di apprendimento che possono essere rivissute dallo studente in momenti diversi dalla lezione, anche nella loro lingua madre. Penso, ad esempio, al problema degli studenti NAI.”

“L’uso di questa tecnologia – spiega il professore Chiappa – ci consente di rispondere a esigenze specifiche e, allo stesso tempo, di coinvolgere maggiormente gli studenti. Oggi, i ragazzi non sono più abituati a lavorare con libri o fotocopie, come facevamo noi, in passato. Ora preferiscono utilizzare smartphone, tablet e altri dispositivi digitali per studiare quando vogliono, e con un sistema che permette loro di ripassare i contenuti nella modalità a loro più congeniale. L’intelligenza artificiale gioca un ruolo cruciale in questo processo. La natura ibrida delle lezioni significa che l’insegnamento non deve necessariamente avvenire all’interno di uno spazio fisico specifico né richiedere sempre la presenza di determinati strumenti. È possibile creare situazioni di laboratorio anche con dispositivi che non sono fisicamente disponibili, ampliando così le opportunità di apprendimento pratico e innovativo“.

Non solo competenze digitali, ma strumenti per decifrare il mondo

L’innovazione tecnologica nella didattica, sottolinea il dott. Fabio Santini (Hevolus) non si limita allo sviluppo delle sole competenze digitali. “Il mondo sta andando troppo velocemente per potersi fermare,” ha dichiarato, spiegando che oggi i ragazzi possiedono già molte competenze digitali di base grazie a risorse come YouTube, dove possono trovare corsi su qualsiasi argomento tecnico senza bisogno di frequentare una scuola tradizionale. Il vero compito della scuola, secondo Santini, è aiutare gli studenti a decifrare e comprendere il mondo in cui vivono, inclusi i pericoli e i vantaggi delle nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale. “Si tratta di insegnare ai ragazzi a decifrare il mondo nella maniera corretta, a decifrarne i pericoli e i vantaggi”, ha spiegato, evidenziando l’importanza di sviluppare un pensiero critico e la capacità di applicare le conoscenze in modo pratico. “Pensare di impedire agli studenti di utilizzare le tecnologie digitali – ha concluso il dott. Santini – è sbagliato per definizione, perché significa toglierli dal mondo che verrà, da quello che utilizzeranno sul posto di lavoro ogni giorno. Diversamente, aiutarli a decodificare, a comprenderne il vantaggio di usare le tecnologie, mettendole a sistema con il pensiero critico, per produrre qualcosa di valore, è quello che la scuola deve fare: ad esempio, insegnando ai ragazzi il concetto di imprenditorialità, attraverso un approccio proattivo ai problemi in un orizzonte di progetto”.

Prospettive future e sfide

Guardando al futuro, l’ITIS Marconi ha aderito alla sperimentazione del modello educativo “4 più 2” previsto dalla riforma degli istituti tecnici: quattro anni di istruzione tecnica seguiti da due anni di ITS Academy. Questo modello mira a formare le figure professionali, altamente qualificate in ambito tecnologico, capaci di rispondere alle esigenze del mercato del lavoro. “Il nostro obiettivo è creare percorsi formativi che mettano al centro le intelligenze degli studenti: ad esempio quando pensiamo di sviluppare le competenze dei tecnologi del futuro, ci rivolgiamo a ragazzi con un’intelligenza di tipo operativo, che sappiano gestire squadre di persone su compiti precisi”, ha dichiarato Chiappa. “E in questo senso cambia il ruolo dell’insegnante: non più il depositario della conoscenza, ma colui o colei che sia in grado di aiutare gli studenti a sviluppare le competenze in modo corretto, comprese quelle di decifrazione del mondo che li circonda”.

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