La tecnologia digitale e lo studio “fai da te” degli studenti sotto accusa negli USA

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Red – Negli USA è permesso in molte scuole di portare pc, tablets, cellulari e gadgets elettronici vari, persino la play station.

Red – Negli USA è permesso in molte scuole di portare pc, tablets, cellulari e gadgets elettronici vari, persino la play station.

Una vera rivoluzione visto che poco tempo fa non era permesso neanche il cellulare. 
 
Questa decisione si deve sicuramente alla crisi economica: molte scuole non hanno i mezzi tecnologici per stare al passo coi tempi in tema di didattica digitale, che per molti docenti non sarebbe neanche così ottimale. 
 
La maggioranza dei docenti, secondo due ricerche condotte qualche mese fa dalle società Pew Internet Project e Common Sense Media, sostengono che il massiccio uso della tecnologia avrebbe ridotto le facoltà di memorizzazione e concentrazione e la capacità di analizzare criticamente e in profondità la realtà.
 
Altri sono più ottimistie sostengono che gli studenti hanno invece potenziato la capacità di cercare e trovare autonomamente le informazioni e le conoscenze necessarie a risolvere i compiti e i problemi che vengono loro assegnati.
 
Anche i docenti universitari di computer science e scienze della formazione sono perplessi sulla metodologia della didattica "fai da te" con l’uso dei gadgets digitali; ci sarebbero diverse insidie come lo sconvolgimento dei programmi, la difficoltà di stabilire se gli obiettivi sono raggiunti, possibilità che il gioco si sostituisca allo studio invece che favorirlo.
 
 

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