Tasse universitarie e detrazioni: si possono detrarre le spese sostenute per i test d’ingresso

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GB – Da 500 a oltre 2mila euro all’anno: questo è il costo in media di un figlio che frequenta l’università statale.
 
Sono pochi i meritevoli che possono beneficiare di borse di studio (poco più di centomila l’anno): un decreto del 14 luglio ha aggiornato gli indicatori Isee e l’importo minimo di quelle per il 2014/15, che ammontano a 1.925,37 euro per gli studenti in sede, 2.816,04 euro per i pendolari e 5.108,14 per i fuori sede.

GB – Da 500 a oltre 2mila euro all’anno: questo è il costo in media di un figlio che frequenta l’università statale.
 
Sono pochi i meritevoli che possono beneficiare di borse di studio (poco più di centomila l’anno): un decreto del 14 luglio ha aggiornato gli indicatori Isee e l’importo minimo di quelle per il 2014/15, che ammontano a 1.925,37 euro per gli studenti in sede, 2.816,04 euro per i pendolari e 5.108,14 per i fuori sede.

 Per tutti c’è però la possibilità di scalare dalle imposte le spese sostenute per gli studi universitari dei figli che vengono ricomprese nella detrazione diretta del 19%.

 In sede di dichiarazione dei redditi – secondo le regole attuali – è possibile  risparmiare quasi un quinto delle somme sborsate per rette universitarie e alloggio. Uno sconto che si estende anche a chi sceglie di studiare in un ateneo privato o telematico riconosciuto.

Lo sconto fiscale  si calcola anche sui contributi pagati per i test d’ingresso dei corsi a numero chiuso e sulle spese di affitto degli studenti fuori sede, ed è applicato al reddito dell’anno in cui viene effettuato il pagamento, quindi quello che si paga nel 2014,sarà detratto nella denuncia dei redditi da presentare nel 2015.

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