Tassare i redditi sopra i 500mila per finanziare la scuola. Alla Camera scoppia la bagarre, il Ministero frena: “Mai una patrimoniale, troviamo altre soluzioni per l’istruzione”

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Bagarre alla Camera con il via libera all’ordine del giorno avanzato da Sinistra Italia che chiedeva una patrimoniale sui patrimoni superiori ai cinquecentomila euro per finanziare la scuola. Con il supporto iniziale del governo, questa iniziativa ha sollevato un dibattito, culminato con una veloce smentita da parte di Palazzo Chigi.

Patrimoniale per combattere la dispersione scolastica

L’ordine del giorno presentato da Fratoianni proponeva una next generation tax per finanziare l’istruzione, colpendo solo i patrimoni superiori al limite stabilito. I fondi raccolti servirebbero a combattere la dispersione scolastica, garantendo un’istruzione gratuita da asilo nido all’università. La proposta di Fratoianni avrebbe applicato il prelievo su patrimoni complessi, considerando proprietà immobiliari, investimenti finanziari, giacenze bancarie e beni di lusso, eliminando ulteriori tassazioni su questi cespiti. L’effetto sarebbe stato pressoché nullo per famiglie con una seconda casa, incidendo solo su ricchezze oltre il milione e avrebbe portato a un gettito stimato di dieci miliardi di euro.

La smentita del governo

La sottosegretaria all’Istruzione, Paola Frassinetti, ha richiesto una riformulazione, specificando che il governo “valuterà l’opportunità”, e ha successivamente appoggiato la proposta. La reazione non si è fatta attendere: Italia Viva ha definito la mossa come quella dei “tassatori folli”.

In seguito, è emersa una mezza marcia indietro da parte del ministero dell’Istruzione e del Merito, che, in una nota, ha sottolineato che la proposta non era vincolante e che era in linea con gli obiettivi che il governo stava già perseguendo. Successivamente anche Palazzo Chigi ha prontamente respinto l’ipotesi di una nuova tassa patrimoniale.

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