Tar e valutazione scolastica. Lettera

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Inviato da Enrico Maranza – Il ministro Valditara ha commentato la sentenza d’annullamento della bocciatura di una studentessa, insufficiente in sei materie.

• “Al Tar le verifiche sulle procedure ma nel merito decidono i docenti”;
• “La sentenza “Rispetta gli aspetti formali non sostanziali”: «Soltanto presidi e prof sono in grado di valutare le conoscenze dei ragazzi».

Le questioni poste dal ministro mettono in luce l’indeterminatezza che avviluppa la finalità dell’istituzione scuola: il Decreto Legge 1/2020, richiamando l’art. 2 della legge 53/2003, la individua nello “sviluppare le capacità e le competenze, attraverso conoscenze e abilità, generali e specifiche, coerenti con le attitudini e le scelte personali”.

Decodificando: le conoscenze sono strumentali, sono la palestra in cui si affinano le qualità intellettive e operative degli studenti, sono aspetti segnaletici dei processi d’apprendimento.

Ne discende la correttezza sostanziale della decisione del tribunale amministrativo: “L’alunna, dal primo mese di scuola fino al termine delle lezioni, ha visto incrementare le proprie conoscenze e migliorare propri voti”.

La sentenza dispone la riconvocazione dell’organo collegiale in un’ottica sistemica, longitudinale, conforme al sistema di regole in cui la scuola è immersa che, evidentemente, nelle motivazioni dei docenti erano assenti.

L’accaduto è stato visto dal ministro come occasione per “Allargare il discorso verso una responsabilizzazione dei genitori all’interno dell’alleanza educativa che non deve contrapporre famiglie e scuola”.

Anche questa necessità deriva dalla mancata applicazione della legge: il Consiglio di Circolo/Istituto, presieduto da un genitore, è l’organo strategico; approva il Piano Triennale dell’Offerta Formativa in cui sono “Elaborati e adottati gli indirizzi generali”, vale a dire le competenze generali e specifiche che gli studenti devono conquistare; sono le linee d’indirizzo per la “programmazione dell’azione educativa”, lo spirito vitale dei Consigli di Classe, il faro della partecipazione di genitori e studenti alla progettazione formativa [DPR 275/99].

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