TAR condanna il MIUR a ripristinare la 2^ ora di strumento nei licei musicali

di redazione
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UIL – Il MIUR, diversamente da quanto previsto dall’allegato E al DPR 89/2010 (2 ore primo strumento + 1 ora secondo strumento), con la nota Prot. 21315/2017 del 15 maggio 2017 avente ad oggetto “Dotazioni Organiche del personale docente per l’anno scolastico 2017/2018”, disciplinando le modalità di assegnazione delle ore sull’organico destinato ai licei musicali, aveva assegnato soltanto un’ora per il primo strumento e un’ora per il secondo strumento con la conseguente decurtazione di un’ora per il primo strumento.

A nostro avviso, l’interpretazione corretta della norma, così come applicata dal MIUR negli anni scolastici precedenti, prevede lo svolgimento delle 99 ore curricolari di strumento: le 3 ore di strumento nel biennio sono da intendersi nel modo che segue: 2 di esecuzione per il 1° strumento e 1 ora di esecuzione per il 2° strumento.

A questo punto, come più volte evidenziato dalla UIL Scuola, sarebbe stato meglio porre i giusti rimedi alla situazione, per corrispondere alla domanda formativa di studenti e famiglie, riformulando la nota sugli organici e ristabilendo la seconda ora di lezione individuale per il primo strumento, così da aumentare di conseguenza le ore in organico e il numero dei docenti.

Invece il MIUR ha scelto di delegare alla magistratura la soluzione del problema.
La solita politica burocratica ed inconcludente.

Sulla base della sentenza emessa dal TAR, che conferma per altro un altro precedente in materia, il MIUR sarà costretto a rifare gli organici consentendo lo svolgimento della seconda ora di lezione.

Ora il MIUR si trova a decidere se proporre ricorso in appello al Consiglio di Stato o adeguarsi alla sentenza del TAR .

In quest’ultimo caso, rispetterebbe i diritti di genitori ed alunni che hanno proposto il ricorso.

E’ ora di passare la parola alla politica e smetterla di delegare alla magistratura i problemi che comunque, come abbiamo visto, restano e, anzi, si aggravano con un crescendo  di ricorsi e controricorsi che si rincorrono e finiscono per negare, di fatto, i diritti collettivi.

Giuseppe D’Aprile (Segretario Nazionale)

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