TAR. Avvisare sempre la famiglia dell’ inizio di un procedimento disciplinare, altrimenti la sanzione non è valida

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GB – Una sospensione come un’altra, che nessuno si sognerebbe di contestare,  quella data a scuola ad un gruppo di ragazzini di 11 anni, che al cambio dell’ora, ne approfittano per combinarne di tutti i colori in classe, filmare il tutto e postare il video in rete.

Due giorni di sospensione, così aveva deciso il consiglio di classe, per un comportamento che non lasciava adito a dubbi.

Eppure i genitori di uno dei ragazzi decide di rivolgersi al TAR contro la decisione della scuola e il TAR accetta il ricorso.

GB – Una sospensione come un’altra, che nessuno si sognerebbe di contestare,  quella data a scuola ad un gruppo di ragazzini di 11 anni, che al cambio dell’ora, ne approfittano per combinarne di tutti i colori in classe, filmare il tutto e postare il video in rete.

Due giorni di sospensione, così aveva deciso il consiglio di classe, per un comportamento che non lasciava adito a dubbi.

Eppure i genitori di uno dei ragazzi decide di rivolgersi al TAR contro la decisione della scuola e il TAR accetta il ricorso.

La motivazione della sentenza è che è stato violato il diritto alla difesa, in quanto ai genitori era stata comunicata la sospensione a decisione già presa, mentre il ragazzino e la sua famiglia devono conoscere le contestazioni addebitate prima che il consiglio di classe si riunisca.

"La contestazione avrebbe dovuto individuare con precisione l’infrazione commessa", scrive il giudice,  nel novero di quelle esplicitamente codificate dalla scuola.

"È evidente, continua la sentenza, "che l’omissione di una motivazione precisa, puntuale, circostanziata ed esaustiva impedisce il raggiungimento della finalità cui sono preordinati i provvedimenti disciplinari, che non possono avere carattere meramentre afflittivo, ma devono far comprendere al destinatario, anche tenuto conto della giovane età e pur con la necessaria mediazione dei genitori, quale sia il corretto comportamento nell’ambito della comunità scolastica al fine di educare a una convivenza rispettosa".

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