Tanti docenti over 60 colpiti dal burnout, Anief chiede di considerare l’insegnamento una professione gravosa e di riscattare gratuitamente gli anni universitari compresa la specializzazione

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Pensionamento anticipato e riscatto gratuito degli studi universitari, compresa la specializzazione all’insegnamento: è la doppia richiesta del sindacato Anief dopo le decisioni del governo Meloni di rimandare la revisione della riforma Fornero.

Pensionamento anticipato e riscatto gratuito degli studi universitari, compresa la specializzazione all’insegnamento: è la doppia richiesta del sindacato Anief dopo le decisioni del governo Meloni di rimandare la revisione della riforma Fornero. La proposta è stata presentata durante il X Congresso Cisal svolto nei giorni scorsi a Roma da Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Il tema della previdenza è fondamentale per la scuola – ha detto il sindacalista all’agenzia Teleborsa – , per questo abbiamo sempre chiesto una finestra” senza tagli all’assegno di pensione, perché tra docenti e Ata dopo i 60 anni “c’è molto burnout”, la cui percentuale non si riscontra “nel resto della pubblica amministrazione, perché la scuola italiana è composta da tantissime donne”, particolarmente esposte a questo problema.

Proprio per prevenire il rischio burnout, Pacifico ha chiesto “particolare attenzione legata anche a quegli anni di formazione universitaria, non solo per la laurea, ma anche per la specializzazione all’insegnamento, che devono trovare un riscatto gratuito per il riconoscimento pensionistico”, come pure chiesto più volte dal presidente Inps Pasquale Tridico: bisogna introdurre, ha detto il sindacalista, “specifiche finestre” senza penalizzazioni per chi ne usufruisce: “penso anche a quei lavori gravosi che sono stati riconosciuti per esempio per la scuola materna, la scuola elementare, ma non per esempio per la scuola secondaria”. Quindi, il sindacato si rivolge alla Commissione Lavori gravosi perché valuti questa richiesta.

Secondo Pacifico occorre a questo punto “mettersi attorno ad un tavolo” contrattuale con la parte pubblica e verificare la proposta: “siamo più che convinti che col Ministro Calderone si possano trovare delle risposte, di concerto col Ministro Valditara, anche per capire l’interesse a trattare la scuola in una maniera diversa rispetto al resto del pubblico impiego”, conclude il leader dell’Anief.

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