Tamponi scuola a campione nelle zone rosse: l’ipotesi più accreditata. Ma sarà difficile partire subito dopo Pasqua

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Dopo le prime ipotesi di test a tappeto in tutte le scuole, nelle ultime ore si è “sgonfiato” il piano dei tamponi rapidi agli studenti. Piano che, nelle condizioni ipotizzate in precedenza sarebbe diventato molto oneroso dal punto di vista economico e soprattuto logistico. Ecco allora che, seppur in assenza di indicazioni certe, il piano di screening per la popolazione studentesca diventa più accessibile sulla carta.

E’ stato lo stesso Agostino Miozzo, consigliere del Ministro Bianchi, ad allontanare l’ipotesi test per tutti gli studenti: “Non mi è mai passata per l’anticamera del cervello l’idea di far fare otto milioni di test tutti i lunedì mattina perché è surreale e improbabile”, ha spiegato a ‘Radio Anch’Io’. “Il cosiddetto ‘piano Miozzo’ significa semplicemente studiare delle ipotesi, l’obiettivo è quello che ha rappresentato il presidente Draghi, cioè quello di cercare di riaprire – ha sottolineato – Poi se si può riaprire, campionando in zone particolarmente a rischio, questo si tratta di studiarlo. Il commissario Figliuolo è assolutamente disponibile a studiare ipotesi che vadano in questo senso, certamente non siamo matti abbastanza per immaginare una cosa del genere, pensi che ‘Lancet’ propone due test a settimana’’.

C’è anche l’incognita test salivari, che sono in attesa di validazione dall’ISS ma su cui forse è meglio non sperare più di tanto, secondo gli studi dello Spallanzani.

Test salivari, Brusaferro: “Prima validarli e poi testarli. Al momento ISS non sta facendo queste valutazioni”. La scuola attende

Dal Ministero si tiene però a precisare che il piano dei tamponi non sarà legato al rientro a scuola dopo Pasqua ma che sarà strutturato a parte, anche alla luce delle indicazioni che dovrebbe fornire il Comitato Tecnico Scientifico a breve.

Per il rientro a scuola il governo si “consola” sul fatto che oltre metà del personale scolastico ha già ricevuto la prima dose di vaccino. Questo, ovviamente, non basta e il Governo lo sa bene.

Vaccino Covid: il 56% del personale scolastico ha ricevuto la prima dose, lo 0,87% la seconda. Male Sardegna, Calabria e Veneto. Tutti i dati aggiornati

Ecco che allora c’è attesa per i depuratori e i sistemi di ventilazione meccanica che potrebbero arrivare nelle scuole. I fondi ci sarebbero: 150 milioni dal decreto sostegni prevedono infatti la spesa di “per l’acquisto di ulteriori dispositivi di protezione e materiali per l’igiene individuale e degli ambienti, per la predisposizione di presidi medico – sanitari di supporto all’attività di somministrazione di test diagnostici alla popolazione scolastica e all’espletamento del contact tracing per il più efficace e tempestivo raccordo con i Dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie locali”, ha detto Bianchi nei giorni scorsi.

Lo ha sottolineato anche il sottosegretario Sasso: “Dei 300 milioni di euro previsti dal Dl Sostegno a favore della scuola, 150 sono destinati, per la prima volta, come si legge nelle linee guida, alla salubrità dell’aria all’interno degli istituti: si parla di depuratori d’aria e impianti di ventilazione meccanica

 

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