Tamponi gratuiti per i docenti e personale non vaccinato, “No del Ministro”, ma è scontro sull’interpretazione del protocollo

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Nel testo del protocollo di sicurezza sottoscritto tra Ministero e sindacati il 14 di agosto 2021 affronta, tra i tanti argomenti, anche la questione sui tamponi per garantire la sicurezza nelle scuole. Ma su un passaggio è scontro di interpretazione.

Infatti, nel testo si legge di un fondo per le scuole che potrà essere utilizzato, mediante accordi con le Aziende Sanitarie Locali o con strutture diagnostiche convenzionate, “anche per consentire di effettuare tamponi diagnostici, secondo le modalità previste dall’Autorità sanitaria Locali o con strutture diagnostiche convenzionate, utilizzeranno tali risorse anche per consentire di effettuare tamponi diagnostici al personale scolastico, secondo le modalità previste dall’Autorità sanitaria; il Ministero, al fine di non aggravare l’impegno amministrativo delle istituzioni scolastiche, fornirà il necessario supporto amministrativo e contabile attraverso schemi di accordo e indicazioni operative individuando procedure semplificate

Un passaggio che ha fatto pensare alla possibilità di poter utilizzare questo fondo per aggiornare il green pass del personale scolastico non vaccinato attraverso i tamponi.

Interpretazione che non si può certo definire forzata, se l’associazione dei dirigenti (ANP) ha dichiarato di  non aver firmato il protocollo perché “contraria alla possibilità che le scuole si facciano carico del costo dei tamponi”.

Il Ministero, dopo poche ore che tale interpretazione era stata diffusa da un nostro articolo, ha diffuso un comunicato nel quale si affermava che non era intenzione del Ministero rendere gratuiti i tamponi ai “no vax”. E che la gratuità era rivolta soltanto a chi non potesse vaccinarsi.

Interpretazione che ha lasciato molti perplessi, dal momento che nel passaggio citato non si fa alcun riferimento a personale che è impossibilitato a vaccinarsi. A molti, insomma, è sembrata una forzatura più quella del Ministero che quella circolata subito dopo l’approvazione del protocollo.

Ad ogni modo, a rafforzare la prima interpretazione è intervenuto un comunicato della UIL scuola, che il protocollo l’ha sottoscritto.

Il sindacato, semplicemente, argomenta il motivo per cui il passaggio in cui si parla di fondi rivolti ad effettuare tamponi diagnostici al personale scolastico: “abbiamo inserito nel Protocollo un principio che è presente nella legge: o green pass o tampone che dimostri di non avere infezioni in atto,” “i costi non possono gravare sui lavoratori“.

Per Turi, si è trattato di un dietrofront del Ministro, ricordando anche che ci sono stati sindacati che “non hanno firmato i contrari a riconoscere il costo del tampone con le risorse pubbliche“.

Insomma, quella sul tampone gratis pare non sia faccenda chiusa, almeno non a livello di confronto tra amministrazione e parti sociali.

Certo è che nei prossimi giorni ci sarà occasione per le due parti di chiarirsi sulla interpretazione del protocollo, dal momento che saranno attivati tavoli di confronto che raccoglieranno, tra le altre cose, anche suggerimenti di modifica al Decreto che istituisce il green pass nelle scuole.

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