Indagine Talis 2018: 80% docenti italiani percepisce vari gradi di stress, stipendio basso sempre motivo di insoddisfazione

L’Ocse ha pubblicato il volume 2 del Rapporto Talis 18 sulla condizione dei docenti.

La pubblicazione è stata inserita sul sito Oecd.org in data 23 marzo. In un articolo, il Sole 24 Ore fa notare che “Quando pubblica un nuovo studio, da diversi anni l’Ocse fornisce schede riassuntive per i vari Paesi. Peril volume 2 del Rapporto Talis 18 sulla condizione di lavoro dei docenti appena rilasciato (TALIS 2018 – Results. Teachers and School Leaders as valued Professionals. Vol 2), benché secondo fonti Ocse il MIUR abbia chiesto di procrastinare la presentazione dell’informativa sull’Italia, i dati contenuti nelle 250 pagine forniscono comunque validi spunti di riflessione”.

Nelle schede riassuntive Ocse dello studio risulta che in Italia solo il 12,1% dei docenti nelle secondarie di primo grado si sente valorizzato, senza particolari differenze per aree geografiche e per ordine di scuola.

Dai dati emerge anche che il 7% di tutto il corpo docente pensa di essere ascoltato dalla classe politica dirigente del Paese e che l’80% si ritiene stressato (vari gradi di stress).

Il capitolo stipendio è sempre uno dei più importanti: solo il 21% degli insegnanti italiani è soddisfatto dello stipendio (le percentuali degli altri paesi sono più alte).

I dati pubblicati nulla hanno a che fare con l’emergenza Coronavirus esplosa nel momento in cui la fase di raccolta dati della ricerca era terminata. Tuttavia la sfida che si pone a livello internazionale, nella lettura del quotidiano economico, è capire se una volta terminata la situazione di paralisi del paese, la classe di Governo italiana sia in grado di colmare la differenza sulle condizioni di lavoro così differenti rispetto agli altri paesi.

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