Taglio stipendi dirigenti: la storia ha radici nel passato

WhatsApp
Telegram

I dirigenti di Lazio e Abruzzo stanno subendo dei tagli agli stipendi a causa di un errore di calcolo del Ministero.

I dirigenti di Lazio e Abruzzo stanno subendo dei tagli agli stipendi a causa di un errore di calcolo del Ministero.

Il taglio avviene dallo scorso mese di gennaio e interessa dai 200 ai 250 euro al mese, ma con l’accredito dello stipendio del mese  diventeranno 500 euro.

Ma perché vittime di questi tagli sono soltanto i dirigenti scolastici di Lazio e Abruzzo? Il blocco che ha portato come conseguenza i tagli di tali stipendi non è  storia di oggi ma va ricercato nel passato, nel blocco Tremonti del 2010 che, pur operando a livello nazionale, vedi i suoi effetti cambiare da Regione a Regione.




Come si arriva al blocco Tremonti? Nel 2007, dopo anni in cui erano stati bloccati i concorsi per dirigenti, i presidi delle scuole, dopo un concorso ordinario e uno riservato, aumentarono del 40% in 3 anni e allo stesso tempo, a causa del blocco del rinnovo dei contratti, dal 2006 i nuovi contratti vennero siglati nel 2010, lasciando però i Fondi regionali fermi al 2005, non più sufficienti a coprire la spesa del 40% di dirigenti in più.

Pur avendo effettuato le assunzioni assegnando gli stipendi vigenti, l’amministrazione non si preoccupata della retribuzione di posizione e di risultato, questo ha portato ad una posizione assurda dei dirigenti scolastici che con gli stipendi assegnati nel 2010 avrebbero dovuto percepire uno stipendio di circa 3800 euro in meno rispetto a 3 anni prima. Gli stipendi erogati ai dirigenti però non sono stati inferiori a quelli del 2006 ma non in tutte le Regioni.

In Abruzzo, Basilicata, Puglia e Sardegna i dirigenti scolastici hanno subito un taglio dello stipendio di migliaia di euro. Nonostante gli interventi dei sindacati  i dirigenti di queste regioni non hanno potuto recuperare i soldi perduti. Da quel momento in poi inizia, quindi, la disparità di trattamento tra le diverse Regioni, diversità che porta ai tagli effettuati oggi ai dirigenti scolastici di Abruzzo e Lazio.

Lo stipendio dei dirigenti scolastici è articolato in  3 blocchi: una parte fissa e una parte variabile che si articola in retribuzione di posizione e retribuzione di risultato. La parte fissa dello stipendio è uguale per tutti, mentre la parte variabile viene contrattata a livello regionale in base anche ai risultati ottenuti dai dirigenti (non essendo ancora in vigore la valutazione la parte di risultato è inglobata, al momento in quella di posizione).

La quota base, uguale in tutta Italia, è di circa 42 mila euro l’anno. La parte variabile, circa 14 mila euro l’anno, è assegnata a livello regionale in base alle contrattazioni regionali.

Per questo motivo i dirigenti scolastici di Lazio e Abruzzo hanno deciso di protestare, il 15 ottobre, perché “lo stipendio non ce lo siamo calcolati noi, perché quando sbaglia un dirigente scolastico paga di tasca propria e quando sbaglia un dirigente del ministero paghiamo sempre noi?”

Degli 8000 dirigenti scolastici di Lazio e Abruzzo i tagli hanno toccato circa 900 presidi che da ottobre si vedranno decurtare anche altri 300 euro , frutto del taglio del 50% della quota di posizione.

WhatsApp
Telegram

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur