Tagliare le classi dei corsi serali significa porre un limite di età per apprendere, approfondire, rimettersi in gioco. Lettera

Stampa

Il mio nome è Francesca Gigliotti, sono un’allieva frequentante i corsi serali per adulti presso IPSSAR “L. Einaudi” di Lamezia Terme e insieme a tutti gli iscritti a questi corsi di studi poniamo alla Sua cortese
attenzione alcuni dati oggettivi che non possono lasciare indifferente chi si occupa di educazione e formazione. Recentemente, la Dirigente ci ha informati che l’Ufficio Scolastico di Catanzaro non ha accolto le sue richieste di formazione delle classi che tenevano conto delle nostre necessità e, addirittura, invece di 4 classi del II periodo didattico (3 dei servizi socio-sanitari – IPO2 e 1 dei servizi enogastronomici – IPEN) è stata autorizzata una sola classe di II periodo per l’indirizzo socio-sanitario e 1 classe di III periodo per l’indirizzo enogastronomico.

Ciò ha cancellato, con un colpo di spugna, tutte le aspirazioni, l’intenzione di rimettersi in gioco, la voglia di conseguire un titolo di studio che possa aiutare persone non più giovanissime che avevano deciso di reinserirsi nei circuiti scolastici per una futura collocazione in un mondo del lavoro che non ha spazi per chi è senza un titolo di studio.

Ecco perché, insieme a tutti i miei colleghi, abbiamo voluto scrivere questa lettera aperta sperando che non lasci indifferente Lei, signor Ministro, e tutti i dirigenti dell’ufficio scolastico della Calabria e della provincia di Catanzaro.

Il nostro percorso di istruzione in età adulta inizia proprio nel momento in cui si prende coscienza del fatto che non esiste limite di età per apprendere, per approfondire, per rimettersi in gioco. Questa voglia di avvicinarci ad una realtà, quella scolastica che in giovane età non abbiamo considerato con la giusta attenzione, ci sta offrendo una seconda occasione, una possibilità di rivalsa su quella che poteva essere la nostra prospettiva di inserimento nel modo del lavoro senza un diploma.

Io personalmente, così come i miei colleghi, in età scolastica non ero minimamente consapevole né tanto meno interessata a quello che la scuola sarebbe stata in grado di darmi, anzi la denigravo, considerandola inutile proprio come se fosse una perdita di tempo, ed ora solo ora so quanto mi sbagliavo.

Con grande umiltà, alla luce della mia, della nostra attuale esperienza, vorremmo solo incoraggiare le persone, qualsiasi sia l’età, ad apprendere, a cogliere questa seconda possibilità di interessarsi a qualcosa di bello, di importante, a qualcosa che ci fa crescere dentro, che mantiene giovani e occupa il nostro tempo nel miglior modo in cui possa essere passato, “IMPARANDO!”

Vorremmo peraltro sottolineare con piacere quanto l’inizio di questo percorso scolastico in età adulta abbia rafforzato molto amicizie esistenti e appena formate.

Persino in questi due anni scolastici così duramente colpiti dalla pandemia, la frequenza anche a distanza ci permette quotidianamente di interloquire con i colleghi e relazionarci con altre persone. Tutto ciò è
fondamentale per una crescita personale e scolastica in un contesto territoriale spesso sottovalutato ma ricco di potenzialità e molteplici espressioni.

Per me è stato molto faticoso rimettermi tra i banchi di scuola a distanza di 20-30 anni ma ogni giorno mi ripeto che ne vale la pena. Mi preme sottolineare quanto l’istituto che frequento, IPSAAR “L. Einaudi” di Lamezia Terme, abbia ripensato al modo di interagire e di conseguenza di rivedere le pratiche didattiche, comunicative e relazionali, all’interno della nostra scuola in rapporto al territorio, divenendo opportunità di sperimentazione, di agire nella didattica laboratoriale anche a distanza.

Questa organizzazione ha consentito alla Scuola di potersi considerare ancora tale, nonostante l’aberrante momento storico. Con questa esperienza tutti noi abbiamo imparato, sofferto, concentrato il fare, il dire e il sentire, nonostante la dilatazione dei tempi.

Noi tutti, allievi in piena sinergia con i docenti, abbiamo cercato piano piano e trovato poi un nuovo modo di vivere la quotidianità, adattando metodi e orari a richieste e necessità specifiche.

Quotidianamente ci ripetiamo quanto siamo tanto fortunati ad abitare un territorio in cui ci viene permesso di ampliare il nostro orizzonte di conoscenze e abilità, in un periodo storico non facile a livello mondiale. Riconosciamo inoltre le enormi possibilità che le scuole serali per adulti offrono in termini di conseguimento di un diploma professionale che può aprire una nuova carriera a quei lavoratori che non hanno terminato gli studi o che hanno fatto scelte scolastiche risultate poco proficue.

Tutto ciò è stato precluso agli iscritti all’IPSSAR Lamezia per l’anno scolastico 2021/2022 in nome di una fredda logica di risparmio economico. La nostra Dirigente si è sentita dire “I fondi sono questi. Non sappiamo cosa fare. Dobbiamo tagliare. Prima dobbiamo pensare a chi è nell’obbligo scolastico, per gli adulti possiamo destinare ciò che avanza”.

Noi in massa siamo andati a scuola pensando che c’era stato qualche errore, perché pensavamo non fosse possibile che, a fronte di oltre 180 iscrizioni, fosse stata data una sola classe, addirittura con 40 iscritti e proprio mentre si parla di evitare le “classi pollaio”. Poi la Dirigente ha detto che aveva già attenzionato la questione anche a Lei, signor Ministro, ma senza ricevere alcuna risposta. Abbiamo visto il suo profondo rammarico di fronte all’impotenza di non poter rispondere alle richieste di istruzione che provenivano da un territorio disastrato. Basti pensare signor Ministro che la nostra città è commissariata, che i dirigenti preposti agli uffici scolastici provinciali e regionali sono stati sollevati e sostituiti temporaneamente. La scuola nel nostro contesto territoriale rappresenta il vero presidio di legalità, la dispensatrice di cultura e, nel caso dei professionali, di una formazione specifica che offre la possibilità di un posto di lavoro.

Ma tutto questo sembra non contare perché non ci sono soldi.

Eppure La sentiamo sempre, signor Ministro, parlare dei nuovi fondi erogati e da erogare al mondo della scuola, dell’importanza per il nostro Paese della formazione, del fatto che la scuola deve e può offrire di più.

E allora ci chiediamo, sono solo parole o hanno anche un significato?

Il mondo della politica, in questo drammatico momento storico, ha un’attenzione anche per noi adulti? Intende fornirci una seconda possibilità? Oppure l’errore che abbiamo fatto da giovanissimi deve pesare come un macigno sul nostro futuro?

Noi fermamente speriamo di no, signor Ministro, e contiamo su di Lei, sulla Sua profonda cultura, sul Suo amore per il mondo della scuola per risolvere questa situazione. In fondo chiediamo solo di frequentare una scuola, di avvicinarci alla cultura.

La bozza di questa lettera è stata letta da ciascuno di noi, ognuno ha aggiunto una parola, una sensazione, una richiesta di aiuto. Alla fine l’abbiamo depositata a scuola allegando i fogli su cui abbiamo firmato.

L’elenco con le firme è molto lungo, oltre a noi già frequentanti si sono aggiunti i nuovi iscritti che hanno di gran lunga superato il centinaio. Eh sì, signor Ministro! Perché, oltre a quelli senza alcun diploma (circa 90 persone adulte), aveva deciso di rimettersi in gioco anche chi aveva già un diploma di scuola secondaria superiore che però non è più richiesto dall’attuale mondo del lavoro. È la società che ci richiede di essere flessibili, di essere aperti a cambiare lavoro, di essere pronti ad aumentare le nostre competenze: noi abbiamo provato a farlo, ma ora le porte ci sono state chiuse in faccia.

La società, le istituzioni, il mondo della politica e Lei, signor Ministro, potete aiutarci a riaprire le porte della scuola, a ricostruirci un nuovo futuro?

Firmato
Gli studenti frequentanti e iscritti ai corsi per adulti dell’Istituto Professionale di Stato Luigi Einaudi di Lamezia Terme

Stampa

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur