Tagli, tagli, tagli: imperativo categorico

di Lalla
ipsef

red – Alla vittoria del fronte di chi ha ottenuto che la riforma della scuola secondaria nell’a.s. 2010/11 sia applicata a partire solo dal primo anno, il Ministero risponde con la forbice dei tagli, per assicurare quelle economie di spesa che in ogni caso erano state prefissate. Bilanci delle scuole allo stremo, supplenze non prorogate, riduzione dei compensi già stabiliti dai contratti di istituto, ogni scuola cerca di sopravvivere e di mostrarsi virtuosa alle casse inesorabili del ministero. Congelato anche il miliardo di euro di crediti che le scuole italiane vantano nei confronti del ministero per spese spesso già sostenute.

red – Alla vittoria del fronte di chi ha ottenuto che la riforma della scuola secondaria nell’a.s. 2010/11 sia applicata a partire solo dal primo anno, il Ministero risponde con la forbice dei tagli, per assicurare quelle economie di spesa che in ogni caso erano state prefissate. Bilanci delle scuole allo stremo, supplenze non prorogate, riduzione dei compensi già stabiliti dai contratti di istituto, ogni scuola cerca di sopravvivere e di mostrarsi virtuosa alle casse inesorabili del ministero. Congelato anche il miliardo di euro di crediti che le scuole italiane vantano nei confronti del ministero per spese spesso già sostenute.

La nota del 14 dicembre 2009 Programma annuale per l’anno 2010 è stata un regalo di Natale pesantissimo per le scuole, che ad un mese dalla sua emanazione stanno facendo i conti e stringendo la cinghia. Ecco una sintesi dei principali provvedimenti previsti.

Si muovono i sindacati: Flc Cgil, Cisl, Uil scuola, Snals Confsal e Gilda degli insegnanti, con una lettera inviata al ministero il 19 gennaio hanno chiesto al Ministero "un incontro urgente per discutere sui finanziamenti alle istituzioni scolastiche e sulle problematiche sollevate dalla recente nota ministeriale sul Programma Annuale 2010".

Si muovono le associazioni:

La ASAL (Associazione Scuole Autonome Lazio) denuncia: "La porzione di finanziamento di cui ogni scuola può disporre per le spese relative alle supplenze brevi, per il funzionamento e per gli esami di Stato è gravemente insufficiente e ir-ragionevole anche in considerazione del fatto che una quota minima di fondi va comunque destinata al funzionamento quotidiano delle scuole"

Dalla tabella si evince che solo qualche scuola ha la copertura dei finanziamenti per le supplenze fino a maggio

La ASAPI (Associazione Scuole Autonome Piemontesi) nel Verbale dell’11 Gennaio denuncia il riferimento ad un inedito criterio del “tasso medio nazionale di assenteismo per tipologia di scuola” come possibile criterio da attuare in caso di integrazione al budget delle supplenze.

Si muovono i Comitati degli insegnanti, che hanno già ricevuto la notizia della mancata proroga per supplenza:

""Non ci sono più soldi per pagarla. Il suo contratto non viene prorogato" é lo sconcertante comunicato che è stato dato dalla scuola superiore Patetta di Cairo Montenotte (SV) agli insegnanti supplenti sul finire del quadrimestre.

Il mancato arrivo della maggior parte dei fondi ministeriali ha messo la scuola valbormidese nell’impossibilità di prorogare gli incarichi dei docenti che coprono le assenza per maternità e le supplenze temporanee (malattia, aspettativa, etc.).

La situazione ha avuto aspetti surreali nel caso di uno dei rappresentanti savonesi del Comitato Precari Liguri della Scuola e della CISL, che è arrivato al mattino con una bracciata di verifiche corrette per i ragazzi, ma ha dovuto fermarsi sulla porta della classe, quando gli è arrivata la conferma della mancata stipula del nuovo contratto con cui seguiva tre classi dei geometri. Questo nonostante il prolungarsi dell’assenza dell’insegnante titolare, in maternità fino almeno a maggio. E i ragazzi?

Per il momento le lezioni di inglese sono sospese, anche se l’insegnante che hanno avuto dall’inizio dell’anno continuerà a lavorare sui soli loro compagni di V, in virtù di un contratto
ministeriale fino al trenta giugno. Comprensibile stupore, quindi, per quegli studenti delle tre classi che vedranno il loro insegnante a
scuola, ma non potranno averlo in aula. Almeno fino a nuovo ordine (leggi fondi) del ministero.

Il Comitato Precari Liguri della Scuola" continuerà a segnalare questi casi, nella speranza che il mondo dell’informazione cominci a parlare della situazione reale nelle scuole, quella più volte denunciata dopo i tagli di Tremonti, per la quale non c’é neanche bisogno della sfera di cristallo.

Le ore senza insegnanti sono molto più frequenti di quello che emerge dalle cronache e, parafrasando una attuale pubblicità, potremmo dire: chiedete ai genitori di confermare.

Pur nella difficoltà di fare emergere questi casi sul fronte degli insegnanti, per il pudore e a volte la vergogna delle vittime di queste situazioni, il Comitato Precari Liguri della Scuola continuerà a svolgere il proprio lavoro di proposta a fianco di questo, più facile, di denuncia.

Sia chiaro a tutti che la notizia peggiore è quella che, spesso, i supplenti non vengono chiamati proprio!"

E in questo caos, non poteva mancare il ricorso, promosso dalla FLC CGIL. Intanto però per alcune scuole i soldi sono già finiti, e il caos induce i Dirigenti scolastici a ridurre anche i compensi già stabiliti nei contratti di istituto, pur di sopravvivere ad una stagione durissima.

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