Tagli. Riforma della rete scolastica, le regioni non ci stanno

di redazione
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red – Il 20 agosto avevamo dato notizia dell’impugnativa da parte di Toscana, Puglia ed Emilia-Romagna alla Corte costituzionale contro le disposizioni contenute nella manovra finanziaria del Governo varata il 15 luglio scorso relative alla "razionalizzazione" della rete scolastica. Adesso tocca a Liguria, Umbria e Sicilia.

red – Il 20 agosto avevamo dato notizia dell’impugnativa da parte di Toscana, Puglia ed Emilia-Romagna alla Corte costituzionale contro le disposizioni contenute nella manovra finanziaria del Governo varata il 15 luglio scorso relative alla "razionalizzazione" della rete scolastica. Adesso tocca a Liguria, Umbria e Sicilia.

Come già sostenuto nell’articolo di agosto, i dubbi sulla costituzionalità della norma ci sono e sono forti. Le Regioni lo hanno intuito e hanno presentato ricorso alla Corte costituzionale. Con molta probabilità altre seguiranno le regioni pioniere, mentre il Lazio ha voluto interpretare il testo della finanziaria in modo tale da aggirare il limite minimo di 1000 alunni per la costituzione dei comprensivi.

Comunque sia, la tenuta della norma è in forse e nel caso la Corte costituzionale dovesse accogliere i ricorsi salterebbe la "razionalizzazione" della rete scolastica, insieme raggiungimento degli obiettivi di risparmio.

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