Tagli Gelmini. Tagliare sì, ma rispettando Regioni, gradualmente e rivedendo i parametri

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red – Ieri, la VII commissione cultura al Senato ha presentato una risoluzione sulla norma di razionalizzazione del precedente Governo, dichiarata illegittima dalla Sentenza della Corte costituzionale n. 147 del 4 giugno 2012.

red – Ieri, la VII commissione cultura al Senato ha presentato una risoluzione sulla norma di razionalizzazione del precedente Governo, dichiarata illegittima dalla Sentenza della Corte costituzionale n. 147 del 4 giugno 2012.

Il relatore Rusconi del PD ha presentato la risoluzione con la quale si vuole, a partire dal prossimo anno:

impegnare il Governo:

 

A. Sul piano generale

  1. a prevedere il superamento di criteri rigidi, inaugurando una nuova fase di confronto nella quale raggiungere un’ampia condivisione con le amministrazioni regionali sugli obiettivi per la riorganizzazione della rete scolastica da porre in essere in tempi ragionevoli;
  2. ad avviare una riflessione comune sugli organici, ponendo criteri oggettivi per quantificare un bisogno condivisibile, al fine di trovare una convergenza progressiva in una logica di solidarietà e di sussidiarietà verticale;
  3. a garantire la certezza dei criteri, che devono essere chiari, coerenti, trasparenti e ragionevoli;
  4. ad attuare gli obiettivi di risparmio di spesa in un’ottica graduale, onde non sottoporre le istituzioni scolastiche a continui mutamenti sul piano organizzativo e didattico;

B. In dettaglio

  1. a rispettare le specificità regionali, stabilendo parametri da considerare come media regionale; in particolare, si sottolinea la necessità di individuare un parametro che consenta di determinare il contingente di dirigenti scolastici da assegnare a ciascuna Regione nell’ambito del quale ciascuna possa compiere le scelte più adatte al proprio territorio. Esso deve essere basato, da un lato, sul numero di alunni di ciascuna Regione e, dall’altro, sull’esigenza di contenimento della spesa pubblica, al fine di permettere alle amministrazioni regionali di definire la propria rete scolastica autonomamente, senza dover rispettare un numero di alunni uguale per tutte le scuole, dimensionando queste ultime a seconda delle diverse realtà territoriali. Alla luce della normativa vigente, si suggerisce ad esempio un parametro medio regionale non superiore a 900 alunni.

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