Tagli alle scuole, attesa per il verdetto per la Campania: se il TAR accoglie il ricorso si aprirebbero nuovi scenari per il dimensionamento scolastico?

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Nei prossimi giorni è attesa la pronuncia del Tar Campania in merito al ricorso della Regione contro il dimensionamento scolastico. Un eventuale accoglimento potrebbe aprire scenari imprevisti dal Governo e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Un punto importante, si legge su Italia Oggi, è quello della giurisdizione, ovvero la norma sul dimensionamento scolastico è nazionale e dunque travalica i confini regionali. Il ricorso campano punta sul fatto che bisogna annullare la parte che riguarda la sola regione Campania, anche se l’aumento di contingente di una regione implicherebbe la riduzione di quello di altre.

Inoltre, la regione guidata da Vincenzo De Luca, ha già avviato da alcuni anni una riduzione dei plessi scolastici, dunque un taglio con i criteri individuati da Roma andrebbe a intervenire su un percorso già intrapreso.

L’attenzione nei prossimi giorni è alta sulla vicenda: se il tribunale amministrativo dovesse concedere la sospensiva per la Campania, si aprirebbero scenari importanti per tutto il sistema, considerando anche i ricorsi di Toscana, Emilia Romagna e Puglia.

Il Ministro rassicura: niente chiusura di scuole

Il Ministero e il Ministro Valditara hanno più volte rassicurato sulla questione dimensionamento.

Il Ministro ha chiarito più volte che l’obiettivo non è la chiusura delle scuole, bensì la razionalizzazione delle reggenze, con un’aspirazione a eliminare le reggenze affinché ogni dirigente gestisca una scuola.

In effetti secondo le intenzioni governative non si vuole arrivare ad un taglio di istituti casuale ma la misura servirebbe per tre motivi in particolare.

Prima di tutto consentire all’amministrazione di programmare meglio il fabbisogno di dirigenti scolastici e Dsga per i tre anni successivi, con una evidente razionalizzazione dei relativi concorsi.

In secondo luogo, le Regioni, con il dimensionamento scolastico, potrebbero programmare con più tranquillità e razionalità la rete scolastica, decadendo anche il parametro dei 600 alunni per istituto.

E poi, come più volte espresso da Valditara, il dimensionamento servirà proprio a limitare il fenomeno delle reggenze dei Ds. Secondo i sindacati, questo anno scoalstico sarebbero stati 866 le scuole con un preside non titolare e quindi non sempre in loco.

La riforma del dimensionamento scolastico che è stata approvata con l’ultima legge di bilancio 2023, propone dunque interventi secondo il Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Sono previsti tagli calcolati di sedi e organici che avranno effetto principalmente a partire dal 2024/2025.

In particolare è previsto un decreto del Ministro dell’istruzione e del merito, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previo accordo in sede di Conferenza unificata, per la determinazione dei criteri per la definizione del contingente organico dei dirigenti scolastici e dei direttori dei servizi generali e amministrativi e la sua distribuzione tra le Regioni, sia da adottare entro il 31 maggio (anziché il 30 giugno) dell’anno solare precedente all’anno scolastico di riferimento.

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