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Tagli alle pensioni e più tasse sulla casa: il piano dell’Ocse

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Contenere la spesa pensionistica apportando dei tagli, rivedere il reddito di cittadinanza e aumentare le tasse sugli immobili: questi i consigli dell’Ocse all’Italia.

Nella Economic Survey sull’Italia l’Ocse prevede che l’economia del nostro Paese recuperi i livelli 2019 solo entro la prima metà del 2022 stimando una crescita nel 2021 del 5,9%.

Sostegno fiscale ed economico ai cittadini

Revocare prematuramente i sostegni economici erogati durante la pandemia a imprese e famiglie, secondo l’OCSE, potrebbe portare a fallimenti aziendali e maggiore povertà per gli individui e proprio per questo motivo i sostegni economici andrebbero mantenuti fino a quando non sarà consolidata la ripresa economica ec occupazionale.

Serve, ovviamente, anche un piano fiscale che possa ridurre il rapporto tra debito pubblico e PIL ma da attuare solo a ripresa consolidata.

Tagli pensioni

In nodo da sciogliere per il governo, in ogni caso, è quello delle pensioni per il quale non solo passa il futuro del governo e la tenuta della maggioranza ma anche il futuro dei pensionati. La prima scadenza con cui si devono fare i conti è il 31 dicembre 2021, che porterà alla scadenza della quota 100, una misura che negli ultimi 3 anni ha permesso l’uscita a 62 anni di età con almeno 38 anni di contributi.

L’Ocse avanza consigli anche sul fronte previdenziale e prende di mira 3 misure in particolare: la quota 100, l’opzione donna e la pensione di reversibilità.

Quota 100 non va prorogata perchè è una spesa troppo pesante per le casse del governo che se adottata in modo permanente porterebbe il PIL a salire di 11 punti percentuali tra il 2020 ed il 2045. Proprio per questo il consiglio è quello di lasciar scadere la misura il prossimo dicembre.

La scadenza della misura, come ammette lo stesso ministro Franco, potrebbe portare i lavoratori più anziani ad affrontare difficoltà, e questa è una condizione che va valutata molto attentamente.

Il secondo “consiglio” dell’Ocse prende di mira le pensioni di reversibilità affermando che per contenere i costi le pensioni ai superstiti, che attualmente sono erogate a tutti i vedovi aventi diritto indipendentemente dall’età, andrebbero garantite solo ad una determinata età poichè oggi vengono erogate anche a chi è molto lontano dall’età pensionabile.

L’Ocse punta il dito anche contro l’Opzione donna che permette l’uscita dal mondo del lavoro a 58 o 59 anni in presenza di almeno 35 anni di contributi. A livello di costi opzione donna non crea spese aggiuntive alle casse dello Stato poichè proprio grazie al ricalcolo contributivo della pensione nel lungo periodo rappresenta un guadagno per il Tesoro.

Ma L’Ocse considera che la misura porta, inevitabilmente a pensioni più basse per le donne che la scelgono e che molto spesso comportano la creazione di “nuovi poveri”.

Secondo l’Ocse, quindi, la via migliore sarebbe quella di tornare ad una Fornero pura dopo la scadenza della quota 100, non rinnovando neanche l’opzione donna per il prossimo anno.

Tasse immobili e reddito di cittadinanza

L’ocse punta il dito anche sul reddito di cittadinanza che, pur avendo ridotto il numero di poveri assoluti non ha trovato soluzione al problema della disoccupazione. Il reddito di cittadinanza, quindi, andrebbe assottigliato per fare in modo di incoraggiare i beneficiari a ricercare un nuovo lavoro introducendo, magari, un sussidio per i lavoratori a reddito basso.

Ma non finisce qui e sotto la lente d’ingrandimento finiscono anche le tasse. Su questo punto l’Ocse auspica una riforma fiscale che riduca le tasse sul lavoro aumentando, di contro, le imposte sui beni immobili e sulle successioni.

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