Tagli alla francese, modello Sarkò. Un parallelo tra Italia e Francia. Inizia una nuova era per il welfare europeo.

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dp – … con polizia nelle scuole. Come in Italia, la mannaia sul welfare si abbatte anche sulla scuola francese. Docenti in agitazione per la riduzione di 80 mila posti di lavoro nelle istituzioni scolastiche francesi. Italia e Francia giocano male la carta dell’accettabilità. Un confronto.

dp – … con polizia nelle scuole. Come in Italia, la mannaia sul welfare si abbatte anche sulla scuola francese. Docenti in agitazione per la riduzione di 80 mila posti di lavoro nelle istituzioni scolastiche francesi. Italia e Francia giocano male la carta dell’accettabilità. Un confronto.

A darne notizia è Il Manifesto di giorno 2 settembre a pagina 3. Oltre alla riduzione del personale i docenti sono sul piede di guerra anche per l’innalzamento dell’età pensionabile.

Siamo in piena bufera welfare che non riguarda soltanto l’Italia, ma è una chiara "strategia" che l’UE si è posta per far fronte all’accelerazione della crisi economica della seconda metà del 2010. Crisi che ha segnato la fine del debito occidentale illimitato e avviato una lunga fase di austerità della spesa pubblica, questa almeno la politica dell’UE. L’alternativa sarebbe stata un umento della pressione fiscale per le classi più abbienti. Ma a pagare, come si sa, sono sempre i soliti.

I termini "austerità" o "razionalizzazione" non sono che termini politicamente corretti per far "digerire" al popolo la fine di un’era "felice", quella del debito illimitato, ma che non hanno impedito e non impediranno tensioni sociali e rotture geopolitiche con scontri regionalistici (vedi caso Belgio, o Italia con Lega e non solo).

Se guardiamo quanto sta accadendo in Italia e in Francia, la carta dell’accettabilità è stata giocata male. La Gelmini ha un gran da fare nel tentare di sminuire, come ha fatto nella conferenza stampa di ieri, i risvolti sociali della "razionalizzazione". Anche quando promette meritocrazia finanziata con i soldi dei precari che hanno perso il posto di lavoro, così come Sarkozy quando lancia lo slogan "lavorare di più per guadagnare di più", promettendo la retribuzione degli straordinari fino a 660 euro annui ai docenti di ruolo con i fondi recuperati dai posti tagliati. La storia si ripete, ma in veste diversa.

L’ultima chicca, la presenza, in alcune scuole francesi a rischio, della polizia, con tanto di sala interrogatorio all’interno della struttura scolastica. Una soluzione estrema per far fronte al disagio delle "zep", zone di educazione prioritaria, che sostituirà i finanziamenti aggiuntivi per potenziare l’offerta formativa. Militari al posto di progetti per affrontare il disagio, sperando resti una peculiarità francese.

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