Tagli al sostegno e assegnazione docenti alle classi. Come si tutelano tutti i casi?

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Quale normativa regola gli adempimenti del Dirigente Scolastico in merito all’ assegnazione dei docenti di sostegno alle classi. Bisogna anche fare i conti con continui tagli alle ore, ma nello stesso tempo tutelare il diritto all’istruzione.

Quale normativa regola gli adempimenti del Dirigente Scolastico in merito all’ assegnazione dei docenti di sostegno alle classi. Bisogna anche fare i conti con continui tagli alle ore, ma nello stesso tempo tutelare il diritto all’istruzione.

In particolare alcuni docenti ci chiedono se un dirigente con poco personale di docenti di sostegno in organico è tenuto a garantire le 18 ore agli alunni con disabilità grave che hanno vinto sentenza al Tar, trascurando altri casi che finora non hanno presentato ricorso al TAR, ma che certamente necessitano di attenzione.

Va precisato che anche nell’a.s. 2014/15, a causa di ulteriori tagli, anche gli alunni che in precedenti anni scolastici avevano usufruito del supporto del docente di sostegno per il numero massimo di ore, potrebbero ritrovarsi con le ore ridotte. Leggi A Messina – 227 posti di sostegno per l’a.s. 2014/15 A Bari sono state dimezzate le cattedre sul sostegno Torino taglio di 22 cattedre sul sostegno Aumentati i casi di sostegno in provincia di Savona: non bastano le immissioni in ruolo

Il docente di sostegno, o meglio il consiglio di classe, può fare ben poco. Chi invece può, anzi deve, agire è la famiglia, infatti se il figlio presenta connotazione di gravità (art. 3comma 3 legge 104/92) e per lui, dal gruppo di la voro per l’inclusione scolastica della scuola, è stata inoltrata richiesta per il numero massimo di ore, è possibile ricorrere al TAR.

Il ricorso è l’unico modo che la famiglia ha per ottenere il reintegro delle ore, infatti il tribunale reintegra le ore (se risultano nel PEI e c’è art. 3 comma 3) e condanna la pubblica amministrazione al pagamento delle spese processuali ed al risarcimento dei danni.

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E’ opportuno ricordare che le sentenze del Tar si riferiscono solo all’anno scolastico in cui vengono emesse, sono rari i casi che prevedono espressamente il reintegro delle ore per l’intero ciclo di studi.

La scuola, però, cerca di evitare, anche negli anni successivi, di decurtare le ore agli alunni che hanno avuto sentenza favorevole. Va detto che non sempre però può farlo, se le risorse sono insufficienti infatti il Dirigente deve
garantire a tutti gli alunni con disabilità il diritto allo studio.

Come procede la scuola in questi casi? Premesso che la scuola inoltra all’Ufficio Scolastico Provinciale di riferimento richieste di ore dettagliate per ogni singolo alunno, specificando se c’è gravità (art. 3 comma 3 l. 104792) oppure no (art. 3 comma 1 l.104/92), successivamente le ore ritornano alla scuola non come ore destinate ai singoli alunni (così come richieste), ma come monte ore complessivo destinato all’istituzione scolastica.

Dette ore, quasi sempre, sono insufficienti a soddisfare le esigenze degli alunni con disabilità presenti a scuola. Il Dirigente Scolastico , in base al D.P.R. 275/99 sull’autonomia scolastica, sentito il parere del gruppo di lavoro per l’inclusione scolastica, dopo attenta valutazione dei singoli casi, ridistribuisce le ore concesse, modificando anche le richieste del PEI. Il Dirigente scolastico non può fare altrimenti perché deve in ogni caso garantire a tutti il diritto all’istruzione.

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