Tagli al fondo di istituto. Stop in scuola Bergamo a corsi di inglese

di redazione
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GB – Una scuola d’infanzia pubblica di un piccolo paese in provincia di Bergamo, Songavazzo, con i suoi piccoli alunni,  il suo dirigente e un assessore alla Pubblica Istruzione, nonché vicesindaco.

GB – Una scuola d’infanzia pubblica di un piccolo paese in provincia di Bergamo, Songavazzo, con i suoi piccoli alunni,  il suo dirigente e un assessore alla Pubblica Istruzione, nonché vicesindaco.

La storia di oggi gira intorno a queste tre persone e ad un altro interprete, anzi forse il protagonista: il FIS.

I bambini vivono felici in questa scuola, una delle migliori del circondario, perché ha un’offerta formativa variegata, i piccoli studiano anche l’inglese e lo fanno con divertimento; i pediatri raccomandano questa scuola, che ha raggiunto il massimo delle presenze, 51 bambini, dopo un periodo di grande impegno in seguito alla perdita di iscritti e alla chiusura di una sezione, cinque anni fa.

Ma ora viene il bello: il dirigente consegna una lettera ai bambini in cui comunica che non sarà più possibile imparare l’inglese a scuola, perché non ci sono soldi, il MOF è stato tagliato dallo Stato. La lettera arriva come un fulmine a ciel sereno, nessuno ne sapeva niente: tutti i progetti della scuola non possono essere portati avanti, basta. Il dirigente stesso  si dimostra molto dispiaciuto:"Mai successo" commenta.

Ma chi ci resta peggio sono i bambini: uno di questi va dallo zio, il vicesindaco, a raccontare della lettera e dell’inglese che non ci sarà più.

Il vicesindaco, nonchè assessore, si indigna e scrive un comunicato forte, in cui racconta la vicenda, e chiede che venga diffuso il più possibile, per denunciare come si colpisce il diritto all’istruzione di bambini che non hanno voce per poterlo fare. 

Scrive nella sua lettera denuncia:"Un bambino tristissimo, stringendo la missiva tra le mani, e rivolgendomi queste parole: “Zio, non ci fanno più studiare l’inglese. Perché? Era così bello!”.

Questa piccola scuola di paese e i suoi bambini meritano di essere ascoltati.

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