Supplenze su spezzoni pari o inferiori a sei ore settimanali: il docente precario ha ancora la priorità per completare orario?

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Numerose disposizioni normative si sono succedute negli anni in riferimento alle Supplenze ed annesse assegnazioni di spezzoni pari o inferiori a sei ore settimanali. Da una ricerca sul Web abbiamo constatato come le istituzioni scolastiche agiscano in maniera disomogenea sul territorio nazionale applicando in maniera prioritaria ora il Regolamento delle Supplenze del 2007, ora l’Ordinanza ministeriale n. 60/2020. La questione gira tutta intorno alla precedenza riguardo il conferimento di tali ore: se al Docente di ruolo con o senza abilitazione, o all’insegnante supplente con orario ridotto che vorrebbe vedersi garantito il diritto al completamento del suo orario di servizio. Il punto.

Consulenze per i nostri lettori – Ore eccedenti per completamento Orario cattedra

Una giovane insegnante ci chiede un parere:

Sono una docente precaria di  prima fascia e, ahimè, sto lavorando soltanto per 8 ore da GPS. La scuola nella quale sto svolgendo servizio sta assegnando ore eccedenti, a dir loro, secondo le direttive dell’O.M. n. 60 del 2020, ovvero prioritariamente a docenti di ruolo con orario completo con o senza abilitazione e dopo, a seguire, ad insegnanti precari abilitati con orario incompleto. Il diritto al completamento non verrebbe scavalcato in questo modo? Grazie

Attribuzione delle ore eccedenti finalizzate al completamento dell’orario di servizio

La materia è regolata dalla recente ordinanza ministeriale n. 60 del luglio 2020.  Prima di procedere precisiamo che per Ore eccedenti si intende:

  • le ore prestate in sostituzione dei colleghi assenti;
  • le ore accettate volontariamente, per l’intero anno scolastico, fino ad un massimo di 6 ore eccedenti l’orario di servizio obbligatorio [ore di insegnamento pari o inferiori a 6, rimaste nella competenza dell’istituzione scolastica]
In base all’oggetto del nostro quesito, parliamo del secondo caso.

Altra cosa sono le ore aggiuntive di insegnamento

Cosa prevede l’O.M. 60/2020 e circolare supplenze 2021/22

Articolo 2 comma 3:

“Nella scuola secondaria di primo e di secondo grado, in subordine a quanto previsto al comma 2, in applicazione dell’articolo 22, comma 4, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, il dirigente scolastico attribuisce, come ore aggiuntive oltre l’orario d’obbligo, fino a un orario complessivo massimo di ventiquattro ore settimanali, con il consenso degli interessati, le ore di insegnamento pari o inferiori a sei ore settimanali, che non concorrono a costituire cattedre o posti orario, ai docenti dell’organico dell’autonomia, in possesso di specifica abilitazione o specializzazione sul sostegno o, in subordine, del titolo di studio valido per l’insegnamento della disciplina.”

Ironia della sorte, il Ministero le definisce ore aggiuntive ma nella prassi quotidiana delle Istituzioni scolastiche la distinzione tra aggiuntive ed eccedenti è quella specificata sopra.

Da quanto disposto dalla predetta O.M. e dalle indicazioni fornite dalla circolare sulle supplenze a.s. 2021/22, possiamo affermare che le ore di insegnamento pari o inferiori a sei ore settimanali, che non concorrono a costituire cattedre o posti orario:
  • riguardano i docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado;
  • sono attribuite dai dirigenti scolastici ai docenti dell’organico dell’autonomia [quindi ai docenti di ruolo della scuola interessata], in possesso di specifica abilitazione o specializzazione sul sostegno o, in subordine, del titolo di studio valido per l’insegnamento della disciplina;
  • sono attribuite come ore aggiuntive oltre l’orario d’obbligo, fino a un orario complessivo massimo di ventiquattro ore settimanali;
  • sono attribuite se gli interessati esprimono il loro consenso in tal senso.
Cosa succede qualora nessun docente dell’organico dell’autonomia dia il proprio consenso ai fini del conferimento delle eventuali ore aggiuntive? La risposta è fornita dall’articolo 2, comma 4, dell’OM 60/2020, in base al quale, in subordine a quanto detto sopra, si provvede con la stipula di contratti a tempo determinato.

Ordine di attribuzione degli spezzoni prima dell’O.M. n. 60 – Regolamento Supplenze 13 giugno 2007

Fino a poco tempo fa, terminate le operazioni di nomina dalle graduatorie ad esaurimento da parte degli UST o delle scuole polo, gli spezzoni pari o inferiori a 6 ore residuati, venivano restituiti ai dirigenti scolastici delle singole scuole in cui si verificava la disponibilità, i quali attribuivano questi spezzoni secondo il seguente ordine:

  1. Ai docenti con contratto a tempo determinato avente titolo al completamento dell’orario in servizio nella scuola medesima, forniti di specifica abilitazione per l’insegnamento di cui trattasi;
  2. Ai docenti con contratto a tempo indeterminato in servizio nella scuola medesima, forniti di specifica abilitazione per l’insegnamento di cui trattasi;
  3. Ai docenti con contratto a tempo determinato in servizio nella scuola medesima, forniti di specifica abilitazione per l’insegnamento di cui trattasi.
  4. Solo dopo aver esaurito la terza fase, il dirigente scolastico ricorreva alle graduatorie di istituto, scorrendole a partire dalla I fascia.

Sostanzialmente era (o ancora lo è?) in vigore il Regolamento delle Supplenze D.M. 131/2007

Conclusioni – A fronte di una normativa diversificata negli anni i Dirigenti scolastici agiscono in maniera disomogenea

Due le principali fazioni:

  • 1) Coloro che pongono in ordine di priorità i docenti con contratto a T.D. per completamento dell’orario di servizio [regolamento supplenze D.M. 2007 e l’art. 22 comma 4 della Legge 448/2001]
  • 2) Coloro che seguono solo le ultime disposizioni normative [O.M. 60/2020 e circolare supplenze 2021/22] e che quindi assegnano gli spezzoni in maniera prioritaria ai docenti di ruolo facenti parte dell’organico dell’autonomia con o senza abilitazione.
Alla nostra lettrice quindi diciamo che probabilmente è in un’istituzione scolastica che appartiene alla seconda casistica e che di conseguenza, purtroppo per Lei, è in condizione di svantaggio. L’assegnazione dei docenti alle classi e l’organizzazione dell’orario dei dipendenti pubblici è a cura del datore di lavoro, quindi del dirigente scolastico in base alle proposte del collegio docenti ed i criteri stabiliti dal Consiglio di Istituto. Egli procede con atto/decreto di natura gestionale/organizzativo.
A seguire vi mostriamo dal Web e siti di istituzioni scolastiche come quest’ultime agiscano su tale questione in maniera differenziata:

Scuole del primo gruppo:

Scuole del secondo gruppo:

Circolare SUPPLENZE 2021/22

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