Supplenze sostegno, sì al rinnovo ma solo se si ha il titolo. Novità

di redazione
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Riforma sostegno: il CDM ha approvato il 20 maggio la revisione del decreto delegato della ‘Buona scuola’ 66/2017. Novità anche per l’articolo che prevedeva la continuità didattica per i supplenti. 

Un articolo che aveva suscitato un dibattito molto ampio tra favorevoli e contrari, sul quale anche il CSPI si era espresso in maniera negativa nella formulazione iniziale.

Continuità didattica supplente sì, ma solo se ha titolo di sostegno

Il nuovo decreto modifica quindi quell’art. 14  e permette di avviare la continuità didattica su posto di sostegno anche grazie ai supplenti il cui contratto di solito scade il 30 giugno.

Non sono naturalmente messi in discussione i posti da coprire con personale a tempo indeterminato.

La modifica introdotta permetterebbe il rinnovo del contratto anche per l’anno scolastico successivo (su richiesta della famiglia) solo a docenti in possesso del titolo di specializzazione. 

D’altronde il Ministro ha avviato i corsi per conseguire la specializzazione per circa 40.000 posti nel triennio.  Al momento si stanno svolgendo  le selezioni per l’a.a 2018/19 per i primi 14mila posti.

Riforma dal 1° settembre?

La riforma potrà essere in vigore dal 1° settembre 2019 se la verifica nelle Commissioni parlamentari e la successiva approvazione in Consiglio dei Ministri avverrà in tempo utile.

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