Supplenze sostegno, no priorità a frequentanti TFA. Facciamo prima finire il corso! Lettera

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Inviato da Silvana Sarlo – Scrivo a nome di tutti coloro che hanno conquistato un posto in graduatoria e se lo vedono messo in discussione ad ogni piè sospinto per interventi azzardati del MIUR.

L’ultima nuova che agita questa nostra estate, non è solo il prossimo impegno costituito dal concorso straordinario o dal PAS, quanto la notizia che quanti hanno superato il concorso previsto per accedere ad un CORSO di specializzazione sul sostegno, possano – in dispregio di ogni regola e non solo di buon senso – stravolgere le graduatorie ed accedere prioritariamente rispetto agli aventi diritto, alle supplenze sul sostegno.

Evito di parlare di sdegno e di sbigottimento che possono interessare poco e cerco di ragionare di logica: sulla scorta di quale principio si può ipotizzare un simile percorso? Gli specializzandi che hanno i requisiti per accedere alle supplenze hanno il loro bel posto in graduatoria e nessuno glielo può togliere. Di chi si sta dunque ragionando? Di chi NON HA I TITOLI ed ha solo superato una prova assolutamente teorica e – se parliamo di preselezione – indecentemente mnemonica, che gli ha consentito di accedere ad un corso di specializzazione che ad agosto 2019 è, nella maggior parte dei casi, ancora da iniziare.

Sarebbero dunque costoro gli ” IDONEI, VOCATI al ruolo di insegnanti di sostegno” che si intenderebbe privilegiare.
E chi ha stabilito che questo corso non si possa concludere con una bocciatura? Chi l’ha detto? Dov’è scritto? Se così fosse – sic stantibus rebus – sarebbe una farsa peraltro illegittima!

Ma scendiamo nei particolari: prendo a caso una provincia del Nord con un numero medio di posti messi a concorso: Bergamo, 50 ammessi al corso di specializzazione.
Di questi, alcuni hanno titoli e punteggi tali da poter essere a pieno titolo considerati precari storici e quindi con nessun problema. Degli altri: 18 possono contare su 0 – e dico zero – giorni di supplenza ed altri su meno dei richiesti 3 anni previsti per poter accedere ai provvedimenti in itinere.
Di cosa stiamo dunque parlando?

E che dire degli idonei di quel concorso con posti in graduatoria e punteggi di gran lunga superiori a molti degli ammessi (esclusi magari per 0,50 punti, per aver sbagliato la data di entrata in vigore della riforma Gentile o amenità simili !!!!), che si vedrebbero scavalcati nell’assegnazione delle supplenze da gente priva di qualsiasi titolo sol perché quella Università ha bandito 50 e non 60 o 70 posti?

Non dimentichiamo poi che a quel concorso potevano accedere anche gli ITP senza titoli, né servizio e ce ne saranno certamente tra gli ammessi in Italia.
Nulla da eccepire, ma facciamo fare loro il corso, facciamoglielo superare e solo a percorso concluso potranno essere legittimamente nominati ed affrontare con la dovuta preparazione il previsto e non semplice anno di tirocinio.

Della richiesta, avanzata sempre da quella parte degli specializzandi PRIVA DI QUALSIASI TITOLO, di poter partecipare con riserva al concorso straordinario non dico nulla perché credo davvero che non vi siano limiti alla follia!

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