Supplenze sostegno a ITP con riserva in II fascia. Fedeli: Miur non ha potuto che adeguarsi. Laureati delusi

di redazione
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Valeria Fedeli, interrogata oggi dall’On. Pannarale su una delle questioni che tiene banco nelle scuole e nelle segreterie – per l’assegnazione delle supplenze su sostegno – ha lasciato insoddisfatti i docenti, non essendo entrata nel merito delle questioni proposte.

“Docenti di materie tecnico-pratiche (Itp) grazie ad un ricorso al Tar del Lazio arrivano alle supplenze di sostegno, superando in graduatoria i colleghi che da anni lavorano senza abilitazione. A settembre scorso chi aveva anche un solo diploma alberghiero o turistico, è stato immesso grazie al ricorso in seconda fascia nelle graduatorie di istituto, prendendosi gran parte delle cattedre di sostegno e lasciando a bocca asciutta altri colleghi, anche loro senza abilitazione ma in terza fascia” ha esposto l’On. Pannarale di Sinistra Italiana-Possibile, chiedendo

“quali iniziative intenda adottare al fine di superare la suddetta disparità di trattamento per l’accesso alla professione e, contestualmente, garantire la qualità del sistema di inclusione scolastica per tutti gli studenti e studentesse con disabilità”.

Vaga la risposta del Ministro, che si è limitata a ripercorrere le tappe di quanto accaduto finora. Ossia, l’accoglimento da parte del TAR Lazio del ricorso per l’inserimento in II fascia, e di conseguenza la necessità da parte del Miur di adeguarsi all’ordinanza.

Di qui l’emanazione della circolare inviata agli Uffici Scolastici il 17 agosto. Tra l’altro il Ministro non entra nel merito di alcune modifiche a quella stessa circolare, che sembrano essere state autorizzate dal Miur stesso, e finora accolte da Lombardia, Piemonte, Lazio e Napoli, secondo il quale vengono inseriti in II fascia solo i docenti che hanno promosso ricorso al TAR Lazio e non al Giudice del lavoro o al Presidente della Repubblica.

Il Ministro ha anche anticipato che è l’attenzione dell’Avvocatura dello Stato il ricorso in appello al Consiglio di Stato.

Nulla di fatto dunque da un momento di confronto molto atteso dai docenti, ma anche dalle segreterie scolastiche, dai Dirigenti e dalla famiglie.

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