Supplenze sostegno a ITP, corrette? Domani la risposta del Ministero all’interrogazione di Sinistra Italiana – Possibile

di redazione
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comunicato Sinistra Italiana-Possibile – Il pronunciamento del TAR del Lazio che ha stabilito che il solo possesso del diploma conseguito presso gli Istituti Tecnici Professionali è “titolo abilitante all’insegnamento” ha determinato grande fibrillazione nel mondo della scuola.

Quali iniziative si intendono adottare per superare la disparità di trattamento per l’accesso alla professione e, contestualmente, garantire la qualità del sistema di inclusione scolastica per tutti gli studenti e studentesse con disabilità.

Questa la domanda che il gruppo parlamentare Sinistra Italiana-Possibile porra’ domani al governo nell’Aula di Montecitorio durante il Question time, in diretta tv sui canali Rai e sulla webtv della Camera dei Deputati fra le 15 e le 16.

La carenza cronica di docenti riguarda anche i ruoli di sostegno. Negli ultimi anni vista la carenza di docenti in possesso dell’abilitazione per il sostegno, i dirigenti scolastici hanno assegnato le cattedre anche a docenti senza abilitazione e titolo prescritto per tale insegnamento. Docenti di materie tecnico-pratiche (Itp) grazie ad un ricorso al Tar del Lazio arrivano al ruolo di sostegno, superando in graduatoria i colleghi che da anni lavorano senza abilitazione. A settembre scorso chi aveva anche un solo diploma alberghiero o turistico, è stato immesso grazie al ricorso in seconda fascia nelle graduatorie di istituto, prendendosi gran parte delle cattedre di sostegno e lasciando a bocca asciutta altri colleghi, anche loro senza abilitazione ma in terza fascia. Una sorta di ‘guerra tra poveri’, visto che sono comunque tutti precari. Diretta conseguenza di ciò è l’attribuzione di posti di sostegno a personale non qualificato, con un percorso di studi inadeguato e senza esperienza nell’insegnamento, compromettendo ulteriormente l’assenza di docenti specializzati, a causa della mancata trasformazione dei posti in deroga in posti di diritto e del numero insufficiente dei posti attivati a fronte di un alto numero di richieste di specializzazione. Questa situazione apre una gigantesca questione relativa alla qualità del sostegno che al Ministero dell’Istruzione stentano a risolvere forse perché il sostegno è sempre stato il fanalino di coda nella didattica.

Di seguito il testo dell’interrogazione

Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca – Per sapere – premesso che:

con sentenza n. 9234/2017 il Tar del Lazio si è pronunciato sul ricorso presentato dai diplomati ITP, stabilendo che il solo possesso del diploma è titolo abilitativo all’insegnamento senza alcuna necessità di conseguire titolo abilitativo ulteriore, qualora il diplomato intendesse svolgere attività di insegnamento nelle corrispondenti classi di concorso, annullando così il DM n. 374/2017 nella parte in cui ha precluso a tali categorie di docenti l’accesso alla seconda fascia delle Graduatorie;

con inaudito e sorprendente tempismo il Miur, con la nota n. 37381/2017 diramata a tutti i direttori degli Uffici scolastici regionali e con la quale li invita, in sede di attribuzione di supplenze per l’anno scolastico 2017/2018, a volersi conformare al suddetto pronunciamento, ha stabilito che: “E’ possibile conferire incarichi a tempo determinato con apposizione di clausola risolutiva condizionata alla definizione nel merito del giudizio pendente, ai docenti risultati destinatari di pronunce giudiziali favorevoli in forza delle quali, il disposto inserimento con riserva nelle graduatorie ad esaurimento o di istituto, risulti configurato dal giudice come pienamente anticipatorio di tutte le utilità ad esso connesse.”, disponendo pertanto l’immediato inserimento nelle Graduatorie d’Istituto di seconda fascia dei ricorrenti diplomati Itp, prima ancora di esperire un ulteriore grado di giudizio presso il Consiglio di Stato;

nonostante, infatti, ci siano ancora i tempi tecnici il MIUR ha scelto colpevolmente di non appellarsi al suddetto verdetto del Tar, come implicitamente dimostrato anche dal mancato richiamo nella suddetta nota al Consiglio di Stato, quale titolare di ultima istanza di “pronunce giudiziali favorevoli” (richiamo presente, invece, nella omologa nota diramata per l’anno scolastico 2016/2017). Una tale rinuncia dimostra anche la scelta del Miur di non voler tutelare tutti quegli Itp in possesso di titoli abilitativi ulteriori e che vantano anche esperienza diretta nell’insegnamento;

diretta conseguenza di ciò è l’attribuzione di posti di sostegno a personale non qualificato, con un percorso di studi inadeguato e senza esperienza nell’insegnamento, compromettendo ulteriormente l’assenza di docenti specializzati, a causa della mancata trasformazione dei posti in deroga in posti di diritto e del numero insufficiente dei posti attivati a fronte di un alto numero di richieste di specializzazione;

quali iniziative intenda adottare al fine di superare la suddetta disparità di trattamento per l’accesso alla professione e, contestualmente, garantire la qualità del sistema di inclusione scolastica per tutti gli studenti e studentesse con disabilità.

Lo rende noto l’ufficio stampa gruppo parlamentare Sinistra Italiana-Possibile

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