Supplenze sino a 10 giorni, possono svolgerle i docenti dell’organico dell’autonomia. A quale condizione?

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Supplenze temporanee sino a 10 giorni, possono svolgerle i docenti dell’organico dell’autonomia: ecco a quali condizioni.

Una nostra lettrice chiede: “Sono una docente di scuola secondaria impiegata sul potenziamento dell’offerta formativa, posso sostituire un collega assente per 9 giorni? Se sì, è corretto interrompere il progetto che sto portando avanti? 

Rispondiamo al quesito ricordando cosa prevede la legge n. 107/2015 e il successivo CCNL 2016/18.

Supplenze sino a 10 giorni: legge 107

La legge n. 107/2015 ha introdotto, com’è noto, l’organico dell’autonomia comprendente i posti comuni, di sostegno e di potenziamento dell’offerta formativa.

I docenti impiegati sul potenziamento, in tutto o in parte, spesso vengono impiegati per coprire le supplenze dei colleghi temporaneamente assenti, in virtù di quanto disposto dall’articolo 1, comma 85, della 107/2015:

Tenuto conto del perseguimento degli obiettivi di cui al comma 7, il dirigente scolastico può effettuare le sostituzioni dei docenti assenti per la copertura di supplenze temporanee fino a dieci giorni con personale dell’organico dell’autonomia che, ove impiegato in gradi di istruzione inferiore, conserva il trattamento stipendiale del grado di istruzione di appartenenza.

Il dirigente, dunque, può utilizzare i docenti dell’organico dell’autonomia per le supplenze temporanee sino a 10 giorni, tenuto conto del perseguimento degli obiettivi di potenziamento dell’offerta formativa indicati nel comma 7 del medesimo articolo succitato. Nello specifico, la copertura delle supplenze non dovrebbe intaccare lo svolgimento di quelle attività volte a potenziare e arricchire l’offerta formativa della scuola. E’ evidente che lo svolgimento di tali supplenze non possa essere espletato dai docenti impiegati nelle attività curricolari per l’intero orario del posto/cattedra.

Supplenze sino a 10 giorni: CCNL 2016/18

La disposizione della legge n. 107/2015 è stata successivamente precisata e regolamentata dal CCNL 2016/18, il cui articolo 28 così prevede:

Fermo restando l’articolo 28 del CCNL 29/11/2007, l’orario di cui al comma 5 di tale articolo può anche essere parzialmente o integralmente destinato allo svolgimento di attività per il potenziamento dell’offerta formativa di cui al comma 3 o quelle organizzative di cui al comma 4, dopo aver assicurato la piena ed integrale copertura dell’orario di insegnamento previsto dagli ordinamenti scolastici e nel limite dell’organico di cui all’art. 1, comma 201, della legge n. 107/2015. Le eventuali ore non programmate nel PTOF dei docenti della scuola primaria e secondaria sono destinate alle supplenze sino a dieci giorni.

Il Contratto, dunque, indica un “paletto” ben preciso ai fini dell’impiego dei docenti dell’organico dell’autonomia per le supplenze sino 10 giorni nella scuola primaria e secondaria: possono essere destinate alle predette supplenze soltanto le ore non programmate nel PTOF.

Nel caso, dunque, la scuola abbia inserito nel PTOF progetti che impegnano i docenti per l’intero orario di cattedra/posto, gli stessi non possono svolgere le suddette supplenze; viceversa, qualora i progetti prevedano un impiego orario inferiore a quello di cattedra/posti, le ore residue vanno destinate alla coperture delle medesime supplenze (ad esempio: il progetto prevede un impiego settimanale di 14 ore; le restanti 4 ore sono destinate alle supplenze).

Conclusioni

Per rispondere al quesito della collega, manca un elemento fondamentale, ossia per quante ore è impegnata nel progetto di cui parla. Alla luce di quanto sopra, tuttavia, possiamo dire che: se il progetto prevede un impegno settimanale di 18 ore, come programmato e inserito nel PTOF, la docente non potrebbe essere impiegata per la sostituzione del collega assente; qualora invece le ore programmate siano inferiori alle 18, la stessa può essere impiegata per la sostituzione del collega per le sole ore residue.

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