Supplenze scuola secondaria: diminuiranno per effetto della didattica a distanza? Sostituzioni seguono le stesse regole

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Supplenze anno scolastico 2020/21: alcuni Uffici Scolastici solo in questi giorni stanno completando l’attribuzione degli incarichi da Gae e GPS al 31 agosto e 30 giugno. Un lavoro immane, se si considera che dai ruoli sono rimaste scoperte circa 64.000 cattedre. La competenza passa ai Dirigenti Scolastici, che potranno attribuire eventuali supplenze residue e, come sempre, le supplenze temporanee.

Scrive una nostra lettrice

Sono una insegnante precaria, ad oggi in attesa di una supplenza da Graduatorie d’istituto. Ora che però inizia di nuovo la Dad mi chiedo se le scuole continueranno a convocare i supplenti o se questo meccanismo si bloccherà. Oltre che ledere il diritto allo studio la Dad mette a rischio chi come me attende e spera ancora in una supplenza.

In effetti non bisogna dimenticare quanto accaduto lo scorso anno. Alcuni docenti, il cui periodo di malattia scadeva durante il periodo di lockdown, sono rientrati affrontando la grande sfida della didattica a distanza. Se le lezioni fossero state in presenza probabilmente avrebbero prolungato il loro stato di malattia. Ciò è possibile perché alcuni stati di malattia sono gestibili e compatibili con le attività online richieste dalla didattica digitale integrata.

Sulle supplenze lo scorso anno c’è stata molta confusione. Si è passati infatti dal “nessuno rimarrà indietro” alle problematiche relative a quale dovesse essere il periodo in cui era possibile pagare contemporaneamente sia il docente titolare rientrato in servizio sia il docente supplente.

Quest’anno non è stato detto ancora nulla in proposito.

E’ possibile che in questo periodo – il nuovo DPC pone la sospensione delle attività didattiche in presenza per le scuole secondarie di II grado fino al 3 dicembre,  salvo possibilità di frequenza durante le ore di laboratorio e presenza di alunni con disabilità a scuola – per la scuola secondaria possa verificarsi una diminuzione delle supplenze temporanee.

Sarebbe grave però se le scuole, di fronte ad una prolungata assenza del titolare non provvedesse alla sostituzione con le stesse regole e modalità della didattica in presenza.

A diminuire potrebbe essere proprio la richiesta. Facciamo un esempio banale: un docente potrebbe gestire da casa un malessere o un contrattempo che invece, in presenza, avrebbe comportato la sua assenza.

Al momento rimangono in presenza le attività nelle scuole di infanzia e primaria, per cui in questo segmento di scuola non ci sarà un calo.

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