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Supplenze: scelgo nomina da graduatorie di istituto e rinuncio a quella da GPS. Quali conseguenze, anche sui concorsi

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Supplenze docenti anno scolastico 2021/22: sono giorni febbrili e concitati, da un lato le convocazioni da graduatorie di istituto perché comunque la didattica deve andare avanti, dall’altro si cerca di dare una stretta alle assegnazioni da GaE e GPS per arrivare a conclusione delle operazioni. C’è chi rimane senza incarico perché l’algoritmo per certi versi è pensato male e chi si trova a dover scegliere fra più incarichi.

E il caso della nostra lettrice, che comunque ha già fatto la sua scelta rinunciando all’incarico da GPS e scegliendo di tenere quello da Graduatoria di istituto per altra classe di concorso.

Ho rinunciato a due spezzoni di A060 in scuole di due IC diversi, avevo infatti accettato una supplenza breve da graduatoria di istituto per A001 in un unica scuola, che però si protrarrà fino a fine anno perché è una maternità ( ho parlato con la titolare della cattedra) .
Cosa comporta questo rifiuto? Io sono in graduatoria gps solo per A001 e per A060. Grazie

E’ possibile lasciare supplenza da graduatorie di istituto per una da GaE o GPS

La circolare sulle supplenze del 6 agosto 2021 ricorda “Occorre ricordare che, come disposto dall’art. 14, comma 2, dell’Ordinanza ministeriale n. 60/2020, il personale in servizio per supplenza conferita sulla base delle graduatorie di istituto ha comunque facoltà di lasciare tale supplenza per accettare una supplenza sulla base delle GAE e delle GPS, ai sensi dell’articolo 2, comma 4, lettere a) e b) dell’Ordinanza ministeriale

Ma la nostra lettrice ha maturato una scelta diversa.

In ogni caso, anche se ha rinunciato alla nomina da A060 rimane impregiudicato il suo diritto ad eventuale nomina sempre da GPS per A001. La rinuncia infatti ha conseguenze solo per la classe di concorso oggetto della supplenza.

Conseguenze

La collega ha scelto di essere una docente con supplenza temporanea (trattandosi di una maternità il suo contratto verrà rinnovato sulla base dei certificati inviati dalla titolare) rinunciando all’incarico fino al 30 giugno.

Stipendio: purtroppo questa potrebbe essere una nota dolente, ci auguriamo di no. Gli stipendi dei supplenti temporanei a volte vengono pagati con qualche mese di ritardo, con i disagi che ne conseguono. Il contratto inoltre si concluderà max l’ultimo giorno di scuola con eventuale proroga per gli scrutini + eventuali esami di Stato.

Malattia: in questo caso la differenza è sostanziale. Lo spieghiamo in questo articolo Malattia personale a tempo determinato: quali differenze tra una supplenza breve e una al 30/6

Annualità di servizio: qui bisogna stare attenti. Anche se non è una previsione a medio termine, quella di avere le annualità di servizio “a posto” potrebbe essere una buona abitudine da prendere.

Nell’ultimo concorso straordinario, e sarà così anche per il prossimo da svolgere  entro il 31 dicembre per docenti con tre anni di servizio nelle scuole statali negli ultimi cinque per i posti rimasti vacanti e disponibili dopo le assunzioni 2021, di uno specifico per la classe di concorso per la quale si partecipa, viene richiesta l’annualità di servizio.

Come si calcola l’annualità di servizio

A spiegarlo è l’articolo 11, comma 14, della legge n. 124/99 indica cosa si debba intendere con la previsione dettata in merito dall’articolo 489, comma 1, del D.lgs. 297/94:

Il comma 1 dell’articolo 489 del testo unico è da intendere nel senso che il servizio di insegnamento non di ruolo prestato a decorrere dall’anno scolastico 1974-1975 è considerato come anno scolastico intero se ha avuto la durata di almeno 180 giorni oppure se il servizio sia stato prestato ininterrottamente dal 1° febbraio fino al termine delle operazioni di scrutinio finale.”

Per annualità di servizio, dunque, bisogna intendere il servizio prestato per almeno 180 giorni o il servizio prestato ininterrottamente dal 1° febbraio sino al termine delle operazioni di scrutinio o al termine delle attività educative per la scuola dell’infanzia (in quest’ultimo caso ha chiarito il Miur con nota n. 7526 del 24 luglio 2014).

Nel caso della collega non ci saranno problemi perché maturerà i 180 giorni di servizio, ma nel caso di nomine successive (magari qualcuno pensa di non accettare GPS per attendere una nomina tardiva da GI) sarebbe bene riflettere anche su questo aspetto.

Nel caso della collega si presuppone inoltre che la classe di concorso da lei scelta da Graduatorie di istituto sia quella in cui veramente vuole maturare il maggior punteggio, cioè che il ragionamento non si sia basato solo su “una scuola invece di due” ma che abbia interessato a 360° le sue scelte professionali.

N.B. l’articolo ha come obiettivo solo di far riflettere sulla diversa natura dei contratti, pur trattandosi sempre di supplenze temporanee.

Per il resto, buon anno scolastico.

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