Supplenze: quelle Covid le rifiutiamo perché non ci pagano, far west nelle MAD, ritardi convocazioni

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Supplenze: mancano ancora docenti e ATA. Questo il messaggio lanciato dal Presidente ANP Giannelli sulla proposta di riaprire le scuole già il 9 dicembre. Com’è possibile che a dicembre la situazione sia ancora così caotica in numerose province? Hanno provato a spiegarcelo i nostri lettori. 

Supplenze COVID: non le vogliamo perché non ci pagano

Ecco cosa dicono i nostri lettori: le supplenze COVID, attribuite come supplenze temporanee fino all’ultimo giorno di lezione, rischiano di diventare un incubo perché finora non sono stati effettuati i relativi pagamenti e quindi chi ha assunto servizio a settembre, magari in provincia diversa dalla propria, si è trovato di fronte ad una situazione di angoscia.
La situazione dovrebbe essersi sbloccata e il 2 dicembre ci saranno i primi pagamenti. Un’altra emissione speciale è attesa il 14 dicembre
Buongiorno secondo il mio punto di vista è giustissimo che non vogliamo spostarci, anche perché i pagamenti degli stipendi non si vedono, vedi il caso mio sono in servizio come ATA covid dal 9/10 a tutt’oggi ancora devo ricevere alcuni stipendio, sono fortunato perché lavoro Campania per Campania, ma prendi quello che deve andare Firenze Milano Torino ecc prendere impegni per una casa,albergo ed alla fine non si è nemmeno pagati , ma come fai a prendere tali impegni? Iniziassero ad essere più precisi nei pagamenti perché anche noi personale ATA covid non siamo di serie B
Ho preso servizio il 2 di ottobre a Milano in un istituto comprensivo come “collaboratore scolastico” premetto che mi sono spostata da Napoli e tutt’ora mi trovo in servizio; purtroppo per me e per molti altri siamo ancora senza stipendio e stiamo affrontando spese non indifferenti di vitto e alloggio, credo che i docenti (come molti altri) non accettino le convocazioni per questo motivo e non per la paura di contrarre il covid.
È un controsenso, i nostri politici e i virologi si lavano la bocca affermando che la scuola è sicura, allora perché non accettare una convocazione?
Il vero motivo è questo, se per dicembre non arrivano i soldi, molti come me, ci vedremo costretti a lasciare il servizio.
Il governo elargisce bonus a destra e a manca ma noi siamo stati dimenticati pur lavorando con i bambini tra mille complicazioni.
Scusate lo sfogo ma faccio parte del gruppo dei disperati
Il personale ATA si  rifiuta di accettare poiché le scuole non pagano….io oggi 28 novembre devo ancora ricevere un centesimo…..assunta il 28 settembre. Mi pagheranno il 2 di dicembre..ma i soldi che arrivano dovrò restituirlo a chi mè li ha prestati e novembre quanto arriverà. ..È una VERA VERGOGNA….Non si lavora per la gloria
Vi meravigliate che i covid non rispondano alle chiamate ma come si fa a rispondere a una chiamata magari distante dalla tua residenza sapendo che non sai quando ti pagheranno senza nessuna garanzia di poter pagare un affitto e con tutto lo spauracchio che hanno e avete messo per la pandemia. Dovremmo meravigliarci del contrario!
Ma c’è anche chi pensa che valga la pena spostarsi e affrontare questi sacrifici
Vincenzo Sanzone  – In riferimento al vostro articolo vorrei segnalarvi il mio caso di Assistente Amministrativo presso un Istituto Comprensivo di Roma dal 2018, ma residente a Palermo con casa, famiglia, e figlie che ha fatto la scelta di presentare la domanda come supplenze di 3°fascia come personale Ata a Roma, prendendo una valigia e patrtendo il giorno dopo senza avere nessun punto di appoggio né luogo dove alloggiare, ma di essere ben contento di aver fatto questa scelta nonostante i disagi e tutto quello che comporta la lontananza dagli affetti dagli amici e quant’altro,non potendo raggiungere la propria famiglia neanche nel fine settimana, sia per motivi economici che di rischio contagio, ma recandosi a lavoro giornalmente viaggiando sui mezzi  pubblici. Tutto questo per portare la mia testimonianza di dipendente pubblico che non abbia mai pensato di rifiutare l’incarico, nostante le grosse difficoltà e pensi che  sia giusto accettare il rischio contagio per svolgere il suo lavoro con serietà e impegno e per dare il proprio contributo presso una Pubblica Amministrazione Statale.

Confusione MAD, ritardi nelle nomine, tempi minimi convocazioni

Secondo qualcun altro il ritardo di quest’anno è strutturale e dipende dal modo in cui sono state impostate le graduatorie

“Io credo che il problema principale non sia il COVID che ha in minima parte contribuito a quella che è la differenza quasi abissale tra DOMANDA e OFFERTA.
Di seguito alcuni elementi inerenti:
1) RITARDI PROVVEDITORATO E CONFUSIONE DI NOMINE DA MAD
Ho avuto l’opportunità di sentire istituti “scoperti” che non volevano attendere le nomine da provveditorato, il quale per una serie di motivi, ha contribuito alla selezione con notevole ritardo, così che le scuole sono state “costrette” nel nominare senza accurata selezione , ricevendo così diverse rinunce, tale per cui i ritardi si sono ulteriormente allungati;
2) MANCANZA DI OTTIMIZZAZIONE DI DATABASE
Il sistema di selezione da MAD potrebbe, a mio avviso, essere unificato utilizzando ad es. unico portale di acquisizioni dati del richiedente (che sia argo o axios,etc.) da tutte le scuole, riducendo la distanza tra domanda e offerta, influenzata in parte dal tempo necessario al richiedente per poter seguire gli iter di ogni singola scuola.
3) CONVOCAZIONI IN TEMPI MINIMI
Ho sentito di docenti convocati dal pomeriggio per la mattina seguente in altra città con carichi irrinunciabili, dove a quell’ora avevano lezione nella scuola in cui avevano già assunto incarico; docenti responsabili del futuro di questa società non possono essere trattati così.
4) IMPOSSIBILITÀ NEL LASCIARE INCARICO ANNUALE SUPPLENZE BREVI PER SUPPLENZE LUNGHE
Docenti che magari hanno necessità di sfamare figli devono accontentarsi di 700-800€ per 9-10h settimanali, non potendo accettare richiesta per una supplenza di18h in altro istituto, ma solo con opzione integrazione. Alcune scuole hanno preferito selezionare profili unici.
Questi elementi hanno portato a docenti precari come me, disposti a lavorare nella provincia di Milano da SUBITO (menziono Milano perché è stata una di quelle più gettonate in termini di carenza), a non riuscire a capire come puo esserci carenza, dove la DOMANDA ATTENDE A BRACCIA APERTE AL TAVOLINO DI UN BAR L ‘OFFERTA LA QUALE È COSTRETTA A GIRARE A VUOTO PER I BAR DELLA PROVINCIA PERCHÉ NON TROVA UN TAVOLINO UTILIZZABILE (per essere in piena sintonia con il periodo contemporaneo).”
Puoi raccontare la tua esperienza a [email protected]

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