Supplenze. Personale ATA: quali sono i criteri per il completamento dell’orario

di Paolo Pizzo

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Il personale ATA supplente ha diritto al completamento orario? Quali sono i criteri e la normativa di riferimento?

Una scuola scrive

ho effettuato una convocazione per il personale ATA – profilo AA temporaneamente assente , nello scorrimento della graduatoria non ho convocato coloro che già avevano due spezzoni orari (per esempio 12 ore in un istituto e 6 ore in un altro). Successivamente uno di coloro che non è stato convocato mi ha contestato per iscritto la procedura effettuata, in quanto secondo lui, il completamento orario è possibile con ulteriori due scuole e quindi tre scuole in totale su max due comuni come per il personale docente. Ma la normativa ATA  in relazione al completamento non permette di cumulare scuole oltre il limite max di due o l’interpretazione da me data non è corretta? Nel caso di errore essendo la supplenza già terminata cosa si deve riconoscere all’interessato. La ringrazio anticipatamente.

Completamento orario

L’art. 4 comma 1 del D.M. 13 dicembre 2000 n. 430, dispone che per le supplenze attribuite su spezzone orario, è garantito in ogni caso il completamento .  Il completamento può operare solo tra posti dello stesso profilo.

Numero di scuole

Il comma 2 dispone che nel predetto limite orario il completamento è conseguibile con più rapporti di lavoro a tempo determinato, nel rispetto dei seguenti criteri. Il completamento dell’orario può realizzarsi nel limite massimo di due scuole, tenendo presente il criterio della facile raggiungibilità. Il completamento d’orario può realizzarsi, alle condizioni predette, anche in scuole non statali, con oneri a carico delle scuole medesime.

Conclusioni

Stando alla normativa vigente la scuola ha operato correttamente in quanto il supplente, pur non avendo ancora completato l’orario intero è già impegnato su due scuole, pertanto non era convocabile.

Il criterio delle 3 scuole in massimo 2 comuni è infatti vigente solo per il personale docente (art. 4 DM 131/07).

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