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Supplenze, obbligato ad accettare sostegno anche se cattedra posto comune è ancora scoperta

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Supplenze docenti anno scolastico 2021/22: i docenti nominati su quella che non è stata la prima preferenza indicata, riflettono su alcune incongruenze del sistema di assegnazione.

“sono un docente su classe di concorso **** che ha ottenuto la docenza su graduatorie incrociate su sostegno. I fatti però sono questi… insegnando da alcuni anni, ed essendo inserito in GPS 2 fascia, ho partecipato al concorso straordinario svolto per la mia regione superandolo. Purtroppo però nella mia regione non ci sono posti liberi.

Sono quindi entrato in 1 fascia GPS aggiuntiva e ho presentato domanda prioritariamente nella mia classe di concorso e come 2 scelta nelle graduatorie incrociate di sostegno. Il problema nasce dalle convocazioni. L’assegnazione della cattedra (unica disponibile al 30 giugno su ****) è andata all’unica persona presente in GAE. Ma alla presa di servizio il collega ha chiesto ed ottenuto l’insegnamento al 50% delle ore. Io però, purtroppo, avendo fatto le convocazioni tutti insieme, ho dovuto obbligatoriamente accettare sostegno e non ho potuto prendere le 9 ore rimaste. Tra l’altro il collega in GAE dopo pochi giorni ha rinunciato. Premetto che la cattedra di sostegno è nella stessa scuola in cui ho insegnato sempre.

Trovo un enorme controsenso, utilizzare su sostegno un docente abilitato e vincitore di concorso, e su materia essere superato da chi non ha neanche un giorno di lezione alle spalle, ledendo soprattutto la continuità e la crescita dei ragazzi.”

La normativa

La circolare sulle supplenze del 6 agosto 2021

“La rinuncia all’incarico preclude il rifacimento delle operazioni anche per altra classe di concorso o tipologia di posto.”

Questo il punto da cui partire per capire perché può accadere una “contraddizione” del genere.

Questo principio, se può apparentemente assurdo, assicura però quella continuità didattica necessario adesso che le lezioni sono già avviate da qualche settimana e le assegnazioni delle supplenze invece non sono completate.

Se ad ogni rinuncia pervenuta si dovesse far girare nuovamente il sistema come se quel collega non ci fosse stato, non si verrebbe a capo di nulla.

Il sistema, nel secondo turno di nomina, ripartirà dal primo non nominato.

Ci sono stati invece dei casi dubbi, di cui abbiamo parlato in questo articolo.

Ma in questo caso parliamo di docenti che non hanno avuto una supplenza.

Il posto di sostegno non deve essere un ripiego

Il docente fa notare un’incongruenza che va messa in rilievo: sul posto di sostegno lavora il docente senza specializzazione e sul posto comune il docente con poca esperienza rispetto al vincitore di concorso.

Ma fermo restando che la supplenza su sostegno non va pensata come “ripiego” concordiamo sul fatto che è la programmazione a monte a mancare: a queste incongruenze si può ovviare solo con percorsi di specializzazione a cadenza annuale, che permettano di coprire il fabbisogno di docenti specializzati e di concorsi anch’essi annuale, così da coprire in maniera tempestiva tutti i posti in organico con docenti che hanno concluso il percorso di studi.

Abbiamo affrontato la tematica anche da un punto di vista diverso

Supplenze, docente non può lasciare sostegno da graduatorie incrociate 30 giugno per classe di concorso

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