Supplenze nomina “covid”: diritto a maternità, NASPI, come si sceglie classe di concorso, esclusi docenti e ATA di ruolo

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In questi giorni di inizio anno scolastico, gli animi dei docenti precari sono un pullulare di emozioni, se si pensa al solo fatto che oltre al desiderio di riprendere il proprio lavoro,  ci sia la possibilità  che si possa essere convocati anche come supplenti “covid”, ossia quell’organico aggiuntivo chiamato a fronteggiare l’emergenza derivante dalle condizioni sanitarie.

Supplenti Covid

L’assunzione straordinaria del cosiddetto personale Covid è stata autorizzata  dall’ordinanza MIUR 5 agosto 2020 n. 83, attraverso la quale si dà la possibilità ai dirigenti scolastici di assegnare  per il solo a.s. 2020/2021 ulteriori incarichi temporanei di personale docente e ATA, in relazione alle specifiche esigenze delle istituzioni scolastiche, dando la priorità alla scuola dell’infanzia e del primo ciclo, con particolare riferimento alla scuola primaria; in subordine, per la scuola secondaria di secondo grado.

La suddetta ordinanza (art.2, comma 1) prevede che gli incarichi aggiuntivi del personale docente e ATA, avvenga nel seguente modo:

  • per il 50% sulla base del numero degli alunni presenti al sistema informativo del Ministero, come comunicati dalla competente Direzione generale;
  • per il rimanente 50%, proporzionalmente sulla base delle richieste avanzate dagli Uffici scolastici regionali.

Sono supplenze temporanee

Un ulteriore chiarimento è arrivato dalla nota ministeriale 26841 del 5 settembre: Anno scolastico 2020/2021 – Istruzioni e indicazioni operative in materia di supplenze al personale docente, educativo ed A.T.A, nella quale appunto in riferimento al personale Covid, si conferma che si tratterà di supplenze temporanee per le quali le scuole attingeranno dalle nuove graduatorie di istituto, con interruzione del contratto in caso di lockdown. Inoltre si fa presente che:

  • i posti relativi ai contratti attivati non sono disponibili per utilizzazioni e assegnazioni provvisorie, hanno decorrenza giuridica ed economica dalla data di inizio delle lezioni o dalla effettiva presa di servizio e hanno durata fino al termine delle lezioni.
  • in caso di sospensione delle attività didattiche in presenza, i contratti di lavoro attivati si intendono risolti per giusta causa, senza diritto ad alcun indennizzo.
  • In caso di cessazione della sospensione, alla ripresa dell’attività didattica in presenza, i predetti contratti sono riassegnati ai precedenti titolari, ove ancora disponibili, ai fini della continuità didattica e dell’economicità dell’azione amministrativa.

Per le eventuali sostituzioni di tale personale, si procederà ai sensi e nei limiti della normativa vigente e, in ogni caso, fermo restando il prioritario ricorso al personale a qualunque titolo in servizio presso l’istituzione scolastica e in possesso di abilitazione o di titolo di studio idoneo, consentendo, ove non sia possibile procedere diversamente, la sostituzione del personale così assunto dal primo giorno di assenza.

Differenza tra supplenze annuali, fino al termine delle attività didattiche e temporanee

Nella nota ministeriale del 5 settembre facendo sempre riferimento alla 0M.60, si ribadisce la sfera di competenza delle diverse tipologie di supplenza:

DA GAE E GPS, convocano gli Uffici scolastici provinciali:

  1. a) supplenze annuali per la copertura delle cattedre e posti d’insegnamento, su posto comune o di sostegno, vacanti e disponibili entro la data del 31 dicembre e che rimangano presumibilmente tali per tutto l’anno scolastico, da assegnare con termine al 31 agosto;
  2. b) supplenze temporanee sino al termine delle attività didattiche per la copertura di cattedre e posti d’insegnamento, su posto comune o di sostegno, non vacanti ma di fatto disponibili, resisi tali entro la data del 31 dicembre e fino al termine dell’anno scolastico e per le ore di insegnamento che non concorrano a costituire cattedre o posti orario, il cui termine coincide con il giorno annualmente indicato dal relativo calendario scolastico quale termine delle attività didattiche;

Da GI:

  1. eventuali posti residui da GPS
  2. c) supplenze temporanee per ogni altra necessità diversa dai casi precedenti, con termine all’ultimo giorno di effettiva permanenza delle esigenze di servizio.
  3. d) supplenze Covid

Le supplenze brevi o temporanee in quanto tali sono sempre meno ambite poiché danno al precario un tempo breve alla sua stabilità economica e giuridica, soprattutto ai fini del raggiungimento dei 180 giorni per acquisire i 12 punti legati all’anno servizio.

La supplenza Covid, sebbene abbia decorrenza giuridica ed economica dall’effettiva presa di servizio, con durata ‘fino al termine delle lezioni’, presenti la criticità che il “termine delle lezioni” venga subordinato alla chiusura dell’istituto e alla sospensione delle attività didattiche causa coronavirus per cui il docente precario a cui era stata assegnata la supplenza venga licenziato ‘per giusta causa’ e senza diritto ad alcun indennizzo”.

Uno stato di precarietà che potremmo affermare  vada ancora oltre la caducità del suo status, dal momento che il supplente potrebbe essere nominato prima sui posti aggiuntivi, con la conseguenza di non poter accettare successiva nomina sempre fino al termine delle lezioni ma non come contratto Covid, incorrerebbe poi nella possibilità di essere licenziato, nel caso di sospensione delle  attività didattiche in presenza, senza alcuna garanzia di poter eventualmente essere disponibile e poter accettare nello stesso periodo un’altra supplenza dal normale scorrimento delle graduatorie di istituto.

Non si può lasciare supplenza COVID per un’altra supplenza temporanea, ma per una fino al 30 giugno  o 31 agosto.

Supplenze: lasciare un incarico in corso per altra supplenza. Ecco tutti i casi [compresi i “COVID”]

Charimento su “lockdown” e “senza alcun indennizzo”

Cosa debba intendersi per lockdown lo ha chiarito l’ufficio Scolastico del Piemonte: appare ragionevole interpretare la norma primaria nel senso che la giusta causa in presenza della quale opera la clausola risolutiva espressa sia da individuare in una evoluzione negativa della situazione epidemiologica che comporti necessariamente la sospensione integrale e non parziale delle attività didattiche in presenza (nuovo lockdown, appunto, in tutti i punti di erogazione del servizio)”

Di diritto alla NASPI abbiamo parlato in questo articolo

e nel breve vademecum

N.b. In caso di cessazione della sospensione, alla ripresa dell’attività didattica in presenza, i contratti sono riassegnati ai precedenti titolari, ove ancora disponibili, come chiarito dalla circolare ministeriale sulle supplenze n. 26841 del 5 settembre 2020.

Diritto alla maternità

Al personale contrattualizzato sono garantiti i diritti scaturenti dalle disposizioni legislative in materia di tutela e di sostegno della maternità e della paternità dettate dal decreto legislativo n. 151 del 26 marzo 2001.

Per quali classi di concorso

Con l’ordinanza del 5 agosto il Ministero ha fornito solo un vincolo finanziario e l’indicazione di dare priorità alle scuole del primo ciclo.

All’interno di questo, gli Uffici Scolastici, in base alle segnalazioni dei dirigenti Scolastici, hanno elaborato un piano che prevede l’assunzione temporanea di tot collaboratori scolastici e tot insegnanti. Per il personale ATA infatti la richiesta è stata indirizzata principalmente verso questo profilo perché le norme di sicurezza COVID impongono uscite scaglionate e un maggiore controllo di ingressi e spostamenti all’interno degli edifici. Per il personale docente della scuola secondaria la scelta di assegnare una supplenza ad una classe di concorso o ad un’altra dipende dalle esigenze della singola scuola, dal modo in cui è stata organizzata la didattica, dalle modifiche apportate al PTOF.

Docenti e ATA di ruolo esclusi dalle supplenze COVID

Giungono diversi quesiti sugli spezzoni fino a 6 ore e la possibilità di assegnarli come supplenze covid, ma ai docenti e al personale ATA interni.

Alcune precisazioni:

1. Da questo anno nella scuola secondaria di I e II grado gli spezzoni pari o inferiori a 6 ore possono prioritariamente essere assegnati ai docenti di ruolo fino alle 24 ore, prima abilitati e, in subordine con il titolo di accesso. Ciò prima che siano assegnati ai precari in servizio ai fini del completamento.

2. La supplenza “Covid” è una supplenza temporanea, infatti viene assegnata fino al termine delle lezioni (NON 30 giugno, che è il termine delle attività didattiche).

Pertanto, trattandosi di supplenze temporanee, le nomine COVID nono possono ASSOLUTAMENTE essere assegnate ai docenti interni, anche se si tratta di 6 ore.

3. Di conseguenza la supplenza Covid non può  essere assegnata per un art 59 o 36.

L’ufficio Scolastico del Piemonte ha chiarito ulteriormente

“Le norme primarie citate e i decreti ministeriali di attuazione non istituiscono cattedre e posti di insegnamento, comune o di sostegno, che incrementano la dotazione organica dell’autonomia assegnata alle istituzioni scolastiche […]

Ne consegue il divieto inderogabile di utilizzare detto stanziamento per finalità diverse da quelle tassativamente indicate dal legislatore, e in particolare per:

  •  assegnazioni provvisorie ed utilizzazioni;
  •  ore eccedenti l’orario di cattedra degli insegnanti e quello di servizio del personale ATA (lavoro straordinario);
  • completamento dell’orario di cattedra da parte di personale supplente annuale.

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