Supplenze, nessuna trasparenza per le domande di messa a disposizione. In attesa del TFA…

Stampa

In attesa del TFA ci sentiamo esodati, ma in senso diverso. Siamo i neo-laureati non abilitati non inseriti nelle graduatorie di III^ fascia.

Ovviamente non ci troviamo in questa situazione per scelta: non abilitati perché laureati dopo l’ultimo TFA del 2014, anno in cui c’è pure stato l’ultimo inserimento in terza fascia. Dico ultimo, perché da quanto si legge nella 107 – alias “Buona (per chi?) Scuola” – solo gli abilitati potranno inserirsi in graduatoria.

E quindi bisogna abilitarsi.

Ma per abilitarsi bisogna attendere la pubblicazione del bando TFA, attesto dall’inverno scorso, promesso per fine luglio, ma ad oggi non ancora pubblicato.

Un limbo: in attesta di un TFA sempre rimandato e di cui nessuno sembra avere notizie certe, illusi di continuo di una sua prossima (sempre prossima da mesi!!!) pubblicazione e ignorati dall’opinione pubblica, anche da quella più attenta ai problemi della scuola.

Certo, qualcuno dirà: ci sono le MAD (Messe a disposizione). Ma queste vengono prese in considerazione solo esaurite le graduatorie e molto è lasciato a discrezione del dirigente (altroché chiamata diretta!); mi chiedo: se ci sono più MAD, come viene scelto il futuro supplente? La trasparenza è veramente poca.

Eppure qualcuno lavora tramite MAD, segnale che c’è bisogno di insegnanti, malgrado i profeti di sventura.

Siamo, quindi, in attesa. Siamo arrabbiati e frustrati, perché ignorati, ma soprattutto perché per molti di noi l’insegnamento non è un ripiego, ma una prima scelta, per la quale vogliamo metterci in gioco.

Aspettiamo il TFA, dunque.

Ma sembra più plausibile l’arrivo di Godot.

Matteo Bergo

Stampa

Il nuovo programma di supporto gratuito Trinity per docenti di lingua inglese