Supplenze, mancano docenti. “Tutti possono insegnare tutto” non può diventare la regola

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Supplenze anno scolastico 2022/23: il Ministero ci dice che sono circa 300mila i docenti assunti con contratto a tempo determinato ma allo stesso negli uffici di Viale Trastevere si nicchia su un possibile aggiornamento e riapertura delle graduatorie a nuovi inserimenti di docenti con titoli adeguati, a causa di lungaggini burocratiche. Ma le anomalie che avvengono ogni giorno nelle scuole non possono essere taciute.

Un altro anno orribile per le supplenze

Nonostante le rassicurazioni da parte del Ministro di una rivoluzione nell’attribuzione degli incarichi al 31 agosto e 30 giugno, per cui al 4 settembre 2020 in teoria moltissimi docenti sembravano essere in cattedra, ognuno al suo posto, ognuno pronto ad affrontare il nuovo anno scolastico dal punto di vista didattico, nella realtà solo in poche province tutto è filato così liscio.

Per carità, crediamo che nessuno sia contrario alle innovazioni se queste consentono di rendere più snelle e agevoli le operazioni.  Il primo tentativo – con domanda a sorpresa on line nel mese di agosto  – è andato così così, il sistema è perfezionabile e molti suggerimenti sono stati forniti in tal senso dai sindacati negli incontri di confronto con l’Amministrazione per inserire il nuovo sistema di attribuzione delle supplenze all’interno di un Regolamento, in modo da renderlo stabile nel tempo e con regole chiare, pubbliche e note per tempo anche dagli aspiranti.

Non si trovano supplenti, si lavora dalle MAD

Ci preme in questa sede separare gli aspetti: siamo certi che alla fine si troverà una soluzione ottimale per gestire l’attribuzione delle supplenze al 31 agosto e 30 giugno. Il problema rimane la cronica mancanza di insegnanti in alcune classi di concorso, e in particolare per sostegno infanzia e primaria.

Riusciranno i concorsi a coprire il numero dei posti vacanti? 

Per infanzia e primaria le prove del concorso ordinario sono a buon punto (svolta la prova scritta, le commissioni gestiscono il calendario delle prove orali). Si spera che le graduatorie possano essere pronte tutte per l’estate 2022.

Per la scuola secondaria invece i dubbi sono tanti: per il concorso ordinario, nonostante dal punto di vista normativo sia tutto pronto, manca ancora il calendario delle prove scritte. Calendario che occuperà un tempo considerevole, se si guarda al numero di classi di concorso coinvolte e al numero (originario, risalente al 31 luglio 2020) di partecipanti.

Si attende anche il nuovo bando di concorso per le discipline STEM A020, A026, A027, A028, A028 per le quali sarà possibile presentare nuova domanda di partecipazione.

Quindi, inevitabilmente anche per l’anno scolastico 2022/23 ci sarà un buon numero di supplenze.

Ma il problema è che nelle graduatorie, oggi mancano i docenti al posto giusto.

Ogni giorno riceviamo email del genere

sono un insegnante itp di meccanica e meccatronica dunque ho accesso alle classi di concorso b17 e b-03.
Mi è stata offerta una proposta di lavoro in una scuola privata come insegnante itp di informatica ovvero b16.”

Sono stata chiamata tramite mad, per una supplenza come organico Covid, ma non ricopro l incarico presso la mia classe di concorso.  Il contratto prevede un incarico dal 31.01 al 31.03 come docente presso la scuola dell infanzia. Le mie classi di concorso sono A045 e A047

Ho preso servizio da mad in una scuola secondaria di secondo grado il 25 gennaio. Il contratto è fino al 4 giugno salvo rientro del titolare. Mi è stato detto dalla segretaria che il mio contratto sarà economico e non giuridico, perché mi mancano dei crediti per questa classe di concorso.

attualmente svolgo servizio come docente di sostegno presso una scuola primaria tramite mad senza possedere un titolo specifico né l’abilitazione. La mia classe di concorso è la A-19, storia e filosofia nella scuola secondaria di secondo grado.

Per non parlare di supplenze attribuite ad aspiranti che non hanno neanche titolo per insegnare, in quanto in possesso di un diploma che non consente l’accesso alle graduatorie.

La problematica degli insegnanti è di capire se il servizio svolto in una classe di concorso per la quale non si ha titolo porterà punteggio nelle graduatorie Supplenze docenti, tante alla primaria senza titolo. Danno punteggio?

Ma il problema è anche: che cosa garantiamo ai nostri alunni?

E’ chiaro che le scuole devono garantire il diritto all’istruzione e in tempi rapidi hanno la necessità di reperire un insegnante e che nulla si può loro recriminare se hanno esperito tutti i passaggi necessari per avere in classe un docente con i titoli adeguati al lavoro da svolgere (compreso l’interpello nazionale).

Va detto e lo ribadiamo in ogni nostro articolo di denuncia di questa situazione che non c’è nessun intento polemico nei confronti dei singoli insegnanti, è chiaro che la supplenza va accettata.  Anzi, tanti raggiungono ottimi risultati pur non avendo studiato per insegnare in quel segmento di scuola.

Il discorso è generale, culturale, di rispetto per le singole professionalità, ma anche delle famiglie e degli studenti. 

Altrimenti potrebbe passare l’idea che “tutti possano insegnare tutto”, che anni di formazione specifica siano anche inutili, che il mestiere si impara solo sul campo, senza riguardo a quanto tempo occorra per farlo e quanti errori si possano compiere nel frattempo.

La MAD deve essere residuale

La MAD deve essere residuale. Questo è il principio alla base del necessario aggiornamento e riapertura delle graduatorie. Ma cosa cambia se ci saranno tanti neolaureati in cattedra e non ci sarà l’adeguata formazione all’insegnamento? Ricordiamo che in Italia non si svolgono corsi appositi per il conseguimento dell’abilitazione (TFA/PAS) dal 2013 – 2014.

Forse una riflessione, a parte le urgenze del PNRR, andrebbe fatta.

Ci farebbe piacere conoscere il vostro punto di vista. E’ possibile scrivere a [email protected]

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