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Supplenze, licenziata da MAD per assumere altro insegnante sempre da MAD. I particolari

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Supplenze anno scolastico 2021/22: la storia che raccontiamo oggi è esemplificativa di quanto la normativa sia carente sotto alcuni punti di vista. Da un lato esiste la possibilità di assumere tramite MAD domande di messa a disposizione (per fortuna!), dall’altro i Dirigenti Scolastici devono barcamenarsi in strettoie normative.

Una nostra lettrice ci racconta

il 5 novembre sono stata assunta in una scuola della provincia di *** da MAD con nomina fino al 30/06/2022 con clausola F.A.D.. Il 15 novembre la scuola, dopo avere verificato che non ci siano più aventi diritto sia nelle graduatorie di istituto che in quelle viciniore, ha convocato di nuovo da MAD sulla stessa cattedra SENZA LA CLAUSOLA AVENTE DIRITTO. Considerato che non ci sono più aventi diritto in graduatoria la scuola non doveva sciogliere la clausola e riconfermarmi con contratto fino al 30/06/2021? Grazie per la risposta Non so più a chi rivolgermi per essere aiutata.”

Cos’è la supplenza fino al 30 giugno 2022 con clausola F.A.D.

La clausola F.A.D. sta per “fino ad avente diritto”. Ossia la scuola è stata costretta a nominare un docente da MAD domanda di messa a disposizione (speriamo dopo aver scorso le graduatorie di istituto) nell’attesa che l’ufficio Scolastico completasse le nomine di propria competenza da GaE e GPS.

Esaurita la fase a cura dell’Ufficio Scolastico, le scuole possono chiamare da graduatorie di istituto per eventuali supplenze residue al 30 giugno o 31 agosto 2022.

Pertanto, nell’attesa la scuola ha stipulato il contratto affermando che la proposta di nomina “sarebbe fino al 30 giugno 2022” ma fino a tale data non poteva ancora essere conferita.

Chiariamo innanzitutto che la clausola F.A.D di per sè non è legittima, nel senso che non trova riscontro nel Contratto, dove invece viene indicato una soluzione molto più favorevole per i precari.

L’articolo 41, comma 1, del Contratto, così dispone:

I contratti a tempo determinato del personale docente, educativo ed ATA devono recare in ogni caso il termine… 

Dalla stipula del CCNL nel 2018 dunque i contratti a tempo determinato del personale della scuola non possono più essere “sino ad avente titolo”, ma  devono recare il termine, ossia la fine della supplenza. E questo era proprio uno dei casi in cui avrebbe dovuto essere inserita una data (magari concordata con l’ufficio scolastico) di termine.

Ma non nascondiamo la testa sotto la sabbia, siamo consapevoli che numerose scuole non rispettano tale normativa perché risulta di difficile applicazione, per una mancanza di comunicazione con l’ufficio Scolastico, perchè nel concreto è difficile individuare una data in cui possano essere considerate concluse le operazioni.

La supplenza avrebbe dovuto essere prorogata allo stesso supplente?

Partiamo dal presupposto che la supplenza è stata abbastanza breve, circa 10 giorni, quindi difficilmente possiamo parlare di continuità didattica interrotta.

In questo caso il Ministero non propone una normativa specifica e dobbiamo andare per analogia.

Se la supplenza fosse stata assegnata da graduatorie di istituto con formula F.A.D. o meglio ancora con termine di chiusura, la scuola avrebbe dovuto necessariamente scorrere nuovamente la graduatoria e verificare se docenti che non avevano accettato la supplenza perché non aveva ancora un termine preciso sarebbero ora disposti ad accettare.

E sostanzialmente è quello che ha fatto la scuola, e il passaggio è dovuto a nostro parere e corretto nel metodo.

Appurato che nessun aspirante delle graduatorie di istituto della scuola in oggetto né delle scuole viciniori è interessato alla supplenza, e dovendo ricorrere nuovamente alla MAD, perché non proporre il prosieguo della supplenza al primo docente già individuato con MAD, che comunque aveva già conosciuto gli studenti e avviato il lavoro seppure da pochi giorni?

Qui le nostre informazioni si esauriscono, per cui possiamo solo avanzare delle ipotesi.

Precedenza ai docenti specializzati/abilitati

Se analizzando le MAD il Dirigente Scolastico ha individuato un docente in possesso di specializzazione sostegno o abilitazione (a seconda la tipologia di supplenza), può essere considerato corretto aver assegnato la supplenza al docente fornito di un titolo che, secondo la normativa, dà la precedenza nell’assegnazione della supplenza.

Se non è questo il caso, la scuola avrebbe dovuto porre un criterio alla base dell’assunzione da MAD: data di ricevimento della MAD, altre supplenze per la stessa classe di concorso, formazione. Ossia dei criteri univoci, che creassero una sorta di graduatoria.

Non abbiamo le risposte a queste domande, ci auguriamo ci siano.

Altrimenti la domanda della nostra lettrice rimane senza domanda: perché preferire un altro insegnante a lei? Siamo certi che la scuola saprà fornire una risposta oggettiva alla richiesta.

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