Supplenze, la Uil denuncia: 240 mila contratti ancora da stipulare. Un disastro annunciato

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Uil – Il caos supplenze non si arresta. Un disastro annunciato. Si devono ancora stipulare oltre 240 mila contratti a tempo determinato per avviare al minimo la scuola. La tecnologia non può e non deve invadere il campo dei diritti del personale. Ora va messa in moto ogni azione concordata per far partire l’anno scolastico.

Che il sistema online non abbia funzionato è evidente – denuncia la Uil Scuola – dopo la pubblicazione degli esiti, nei diversi Uffici provinciali è infatti facile constatare numerosi errori: docenti nominati dalle GPS prima di quelli inseriti nelle GAE, diritti di riserva e di precedenza non rispettati.

Come se ciò non bastasse, centinaia di docenti specializzati sul sostegno si sono visti scavalcare, nell’attribuzione della scuola, dai docenti non specializzati, nominati dalle graduatorie incrociate che devono invece essere utilizzate solo in assenza di docenti specializzati.

Quando si affidano i diritti dei docenti ad un algoritmo pieno di limiti e imprecisioni – il risultato non può che essere uno: sono proprio i diritti a venirne meno. Strumenti come la digitalizzazione non possono surrogare i fini, né tantomeno sostituire il pensiero.

Apprezziamo che l’Amministrazione abbia riconosciuto l’errore e cerchi un rimedio non replicando la classica narrativa del “va tutto bene”. Questa estate abbiamo denunciato, inascoltati, la gravità della situazione, avendo appurato i numerosi errori già presenti nelle GPS per l’a.s. 20/21, e che dovevano essere sanati per tempo prima delle nuove supplenze. Così come avevamo denunciato l’esclusione di diversi docenti abilitati dagli elenchi aggiuntivi. In ogni incontro al ministero abbiamo ribadito l’esigenza di avere i docenti in classe ai primi di settembre non potesse realizzarsi con la fretta e con un processo telematico che andava testato.

La tecnologia non può e non deve invadere il campo dei diritti del personale. Ora serve mettere in moto ogni azione concordata per far partire l’anno scolastico.

Cogliere l’ammissione di errore dell’amministrazione potrebbe essere il segnale di nuove e vere relazioni sindacali, utili a fare partire la scuola nella sua dimensione di comunità educante che ha bisogno del supporto di tutti e non solo di alcuni, per quanto altamente digitalizzati. Tutte ragioni che ci hanno spinto a richiedere su questi temi un incontro urgente col ministero

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