Supplenze, ITP in prima fascia GPS senza possibilità di avere incarichi

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ITP in prima fascia GPS ma senza possibilità di supplenze. E’ quanto si sta verificando per alcuni docenti destinatari di sentenze che decretano il diploma come non abilitante ma il Ministero non dispone cosa debbano fare scuole e Uffici Scolastici. 

Chi sono gli ITP?

Gli ITP sono Insegnanti Tecnico Pratici che nel mondo scolastico svolgono un’utilissima funzione di supporto al docente curricolare mediante l’organizzazione dell’attività laboratoriale. Ora, anche questi docenti sono in possesso di un titolo di studio che li autorizza a svolgere tale attività lavorativa sulla base di quanto previsto dall’Allegato A del D.M. 259/17

Gli aspiranti docenti hanno prodotto domanda di iscrizione ai sensi dell’art. 7 dell’OM 60/2020  e dell’allegato A5 per docenti ITP che volevano iscriversi in prima fascia delle GPS
o dell’allegato A6 per quei docenti ITP che volevano iscriversi in seconda fascia delle GPS.

Le GPS immediatamente definitive continuano a generare problemi agli aspiranti docenti, nel caso specifico ITP.  In particolare ci sono casi in cui degli ITP si ritrovano addirittura in prima fascia delle GPS (iscritti sulla base dell’OM 60/2020 e del relativo allegato A5 oltre che del Decreto Dipartimentale n. 858 del 21 luglio 2020 ma non possono accettare supplenze per effetto di una Sentenza del Consiglio di Stato (di cui non si conoscono gli estremi e che, quindi, non viene citata nel presente articolo per non prendere lucciole per lanterne) che non consentiva a tali docenti di essere inseriti nella prima fascia delle GPS.

Poiché in ambito amministrativo una Sentenza del Consiglio di Stato ha valore di sentenza definitiva e, quindi, non è riformabile ulteriormente ci si chiede come sia possibile che in Istanze On Line (nel sito del Ministero) tali docenti compaiano ancora come iscritti in prima fascia delle GPS quando non dovrebbero figurarvi.

Anche qualora la sentenza fosse posteriore alla formazione della graduatoria (cosa che si è sicuramente verificata in questo caso), una volta divenuta definitiva e resa nota agli uffici competenti tramite i vari canali istituzionali gli UST competenti territorialmente e/o le stesse Istituzioni Scolastiche interessate avrebbero dovuto segnalare la presenza, a chi di competenza, di docenti che
non avevano titolo per esservi inseriti.

Quali sono le disposizioni del Ministero

Tale fatto è stato ribadito anche nella Nota Ministeriale 26841 del 5 settembre 2020

Tuttavia, è una situazione che la Nota non ha risolto visto che nel paragrafo intitolato “DISPOSIZIONI IN MATERIA DI CONTENZIOSO” così recita: “Permangono tuttora, in forza di provvedimenti cautelari emessi dalla magistratura amministrativa, soggetti che, privi di abilitazione, sono inseriti nella I fascia delle GPS e, conseguentemente, nella II fascia delle graduatorie di istituto. All’atto della sentenza di merito, che accerta l’assenza del valore di abilitazione del titolo posseduto, gli Uffici procederanno all’esclusione dalle predette fasce e alla ricollocazione del soggetto, ove ovviamente in possesso del relativo titolo di studio, nelle corrispettive II fasce GPS e III fasce GI, secondo modalità che saranno successivamente rese note. L’efficacia dell’inserimento con riserva a suo tempo conseguito dovrà essere preservata, ai fini dell’inserimento nella I Fascia delle GPS o nelle GI di II fascia secondo quanto previsto dall’O.M. n.  60/2020, esclusivamente per il caso in cui il relativo giudizio non risulti definito da sentenza o in esecuzione di eventuali provvedimenti giurisdizionali favorevoli all’aspirante. In ogni caso, il contratto di lavoro a tempo determinato, cui l’aspirante sia chiamato in dipendenza dell’inserimento con riserva nella relativa graduatoria provinciale o d’istituto, dovrà contemplare apposita clausola risolutiva espressa, condizionata alla definizione del giudizio in termini favorevoli all’Amministrazione.”

È pur vero che in un paragrafo precedente così prevedeva:

“CONFERIMENTO DELLE SUPPLENZE AL PERSONALE DOCENTE ED EDUCATIVO
(omissis)
L’attribuzione delle supplenze per l’anno scolastico 2020/21 sarà disposta dalle graduatorie provinciali e di istituto costituite in attuazione dell’OM 60/2020. Le graduatorie di istituto vigenti per il triennio 2017/2018, 2018/2019, 2019/20, ad eccezione della prima fascia, sono caducate e inattingibili.
(omissis)
L’individuazione del destinatario della supplenza è operata dal dirigente dell’amministrazione scolastica territorialmente competente nel caso di utilizzazione delle GAE e delle GPS e dal dirigente scolastico nel caso di utilizzazione delle graduatorie di istituto.
(omissis)
L’istituzione scolastica ove l’aspirante stipula il primo contratto di lavoro nel periodo di vigenza delle graduatorie effettua tempestivamente i controlli delle dichiarazioni presentate. Al termine dei controlli, il dirigente scolastico che li ha effettuati comunica l’esito della verifica all’Ufficio competente, il quale convalida a sistema i dati contenuti nella domanda e ne dà comunicazione all’interessato. I titoli si intendono definitivamente validati e utili per i titolari per la presentazione di ulteriori istanze e per la costruzione dell’anagrafe nazionale del personale docente di cui all’articolo 2, comma 4-ter, del DL 22/2020. In caso di esito negativo della verifica, il dirigente scolastico che ha effettuato i controlli comunica all’Ufficio competente quanto accertato , per i conseguenti adempimenti richiamati nella medesima ordinanza. Considerata la rilevanza della procedura, finalizzata alla validazione dei titoli in maniera definitiva, saranno disposte opportune forme di controllo da parte dell’Ufficio scolastico territoriale, e dell’Amministrazione centrale.”

Ora, se tali docenti non avevano titolo di inserimento in prima fascia delle GPS perché, a suo tempo, non sono stati effettuati i dovuti controlli da parte di chi era preposto a tale attività?

La mancata adozione del provvedimento di cancellazione dalle GPS crea un notevole imbarazzo alle parti interessate: ai docenti, che, trovandosi inseriti in prima fascia avevano accettato, in buona fede, degli incarichi di supplenza annuali e dopo poco tempo, per effetto della su citata Sentenza del CdS, si sono visti revocare l’incarico tanto agognato dopo aver fatto la presa di servizio e iniziato a svolgere le funzioni previste dal ruolo in un batter di ciglia e agli Enti conferenti le supplenze sulla base di GPS che hanno assegnato incarichi di docenza che, poi, non sono stati confermati dal CdS.

Il cortocircuito delle supplenze

Tutto ciò, genera un clima di incertezza e insicurezza negli aspiranti supplenti in cui nessuno vorrebbe doversi trovare, soprattutto quando si agisce in buona fede.

La conseguenza primaria di tale sgradevole situazione è il fatto che i docenti vorrebbero lavorare, ma non possono nemmeno accettare le proposte che vengono loro fatte dalle diverse istituzioni scolastiche in quanto la sentenza del CdS glielo impedisce nonostante continuino a figurare nel sistema IOL del Ministero.

È evidente che il sistema, nel caso specifico, è andato in tilt per una mancanza di comunicazione (?) o altre problematiche di cui gli utenti finali non sono a conoscenza.

Come risolvere la questione?

Premesso che un aspirante docente non ha alcuna possibilità di intervento diretto se non quella di segnalare il problema, è evidente che deve essere il Ministero attraverso gli uffici a ciò delegati a risolvere il problema.

Una possibile soluzione, a mio personalissimo avviso, sarebbe quella di verificare realmente se i docenti che a tutt’oggi risultano ancora in prima fascia nonostante la sentenza del CdS abbiano effettivamente i requisiti di legge previsti  dando, finalmente, reale e concreta esecuzione al contenuto della Nota Ministeriale 26841 del 5 settembre 2020.

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