Supplenze in Veneto: molte irregolarità e nessuna risposta

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Comunicato Coordinamento Nazionale SFP – Il Coordinamento Nazionale Scienze della Formazione Primaria N.O. supporta i colleghi del Veneto che, al 23 settembre 2020, a una settimana dall’apertura della scuola, denunciano cattedre vuote (tra tutte, 326 cattedre di posto comune nelle scuole primarie di Padova e più di 300 in quelle di Treviso), irregolarità di punteggi e di procedure e nessuna risposta degli Uffici Scolastici Provinciali.

Le domande di aggiornamento delle graduatorie provinciali e di istituto, con scadenza il 6 agosto 2020, avrebbero dovuto portare gli insegnanti in cattedra entro il 14 settembre 2020, grazie a un sistema informatico, predisposto dal Ministero dell’Istruzione, che avrebbe calcolato i punteggi dei titoli di accesso, culturali e di servizio di ogni partecipante.

Il primo problema riguarda proprio il calcolo errato dei punteggi: le GPS, pubblicate in Veneto già in ritardo, tra il 4 e il 7 settembre, anziché il 1° settembre come promesso dal Ministero, sono definitive e gli aspiranti, che si sono ritrovati con un punteggio falsato, sia a causa di errori di sistema, sia umani, hanno inviato reclami a mezzo mail e PEC, ma parzialmente considerati e corretti dagli USP, Uffici Scolastici Provinciali.

Le graduatorie pubblicate presentano ancora errori e numerosi docenti, che hanno dichiarato correttamente i propri titoli, si vedono scavalcati da colleghi con punteggi superiori a quelli reali, così da rendere inevitabile la necessità di procedere alla richiesta di accesso agli atti amministrativi.

Parallelamente, reclami e modifiche, anche se esigui, hanno ritardato le convocazioni, avvenute solo al termine della seconda settimana del mese, a ridosso dell’inizio delle lezioni, anzi, in province come Verona, le convocazioni sono avvenute solo martedì 22 settembre e con assegnazioni che non si concluderanno prima di venerdì 25.

A questi evidenti disagi, se ne aggiunge uno ancora più increscioso: in molti USP le persone inserite nelle GAE, in alcuni casi scorse fino all’ultimo candidato, che ad agosto hanno rifiutato la proposta di contratto a tempo indeterminato, sarebbero dovute essere depennate dalla suddetta graduatoria (Allegato 1 – Istruzioni Operative Finalizzate alle Nomine in Ruolo per l’A.S. 2020/2021, al punto A.11, “La rinuncia a una proposta di assunzione comporta la cancellazione immediata dalla relativa e specifica graduatoria per il posto/classe di concorso cui si è rinunciato.”), ma così non è stato e, attualmente, hanno la possibilità di essere riconvocate dalla stessa graduatoria, anziché perdere il diritto prioritario di convocazione, in virtù della loro precedente rinuncia.

Tale procedura non rispetta l’O.M. n 60 del 10 luglio 2020 e lede i diritti di tutti i docenti inseriti nelle GPS, che rischiano di non accedere a supplenze lunghe o di essere convocati, nel migliore dei casi, in netto e ulteriore ritardo.
Nelle province di Padova e Treviso il problema è molto evidente, in altre, come Vicenza e Rovigo, si è verificata la stessa dinamica per alcuni candidati delle GAE e solo a Verona e a Venezia la procedura è stata svolta correttamente.

I numerosi tentativi di contatto con gli USP di riferimento non sono andati a buon fine e non si sono ricevute risposte in merito alla vicenda, né telefonicamente, né tramite mail o PEC.

Gli insegnanti inseriti nelle GPS delle province di Vicenza, Rovigo, Padova e Treviso aspettano risposte chiare da parte degli USP ed eventuali rettifiche per queste assegnazioni illegittime.

Non è paradossale che un ufficio pubblico non dia delle risposte… al pubblico?

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